Antonio 的个人资料ESSERE IN DUE PER ESSERE...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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2007/3/18 LA VITA E...LA VITA E... DIARIO DI A. 11/3/2007 Mah… veramente è pure difficile parlarne… sono stanco… forse è solo questo… sono molto stanco, nemmeno stanco di lei, proprio stanco di vivere… sai quando la giornata ti scorre senza che tu possa fare nulla, quando arrivi alla sera e ti prende la malinconia nera, proprio la malinconia della sera… c’è gente che in una giornata fa centomila cose… io no, non ne faccio nemmeno una… la salute non mi aiuta, e questo è vero… ma non è nemmeno solo una cosa di salute… forse se stessi un po’ meglio avrei più entusiasmo… ma l’entusiasmo non c’è proprio, c’è un tirare avanti giorno per giorno… niente di più… lei ci prova… per carità, poi penso che col tempo pure lei arrivi all’esaurimento… perché uno qualche riposta positiva se la potrebbe pure aspettare, e invece si rende solo conto che è tutto inutile… pure io me ne rendo conto, pure dalla parte sua deve essere una cosa difficile… ma, sai, gli anni passano, gli entusiasmi passano… così come non regge il fisico così non regge più nemmeno il cervello, o quello che sia… ci si logora… ci si stanca, ci si stanca anche della vita in due… perché ci si stanca della vita… perché alla fine ti chiedi che campi a fare e non lo sai… e lei c’è, sta lì vicino a te, e una volta e due e tre, ci prova… almeno sembra che ci provi, perché poi quello che pensa veramente non lo so e forse non lo sa nemmeno lei… e poi ci resta male… e lo capisco che ci resti male perché un risultato a un certo punto lo vorresti pure vedere… io all’inizio recitavo un po’ proprio per farla stare un po’ più contenta… sai, quelle risposte… “oggi forse sto un po’ meglio” … lei era contenta… ma in fondo lo sapeva che non era vero… e in fondo, che prospettiva c’è? Prima c’ha provato tanto a cambiare le cose, poi, col tempo, c’è rimasta delusa e i tentativi sono diventati più rari e meno convinti e io pure, alla fine… mah… andarsene ognuno per conto proprio… non so nemmeno se potrebbe essere una soluzione… lei forse se la caverebbe, perché è più forte di me… ma io dove andrei a finire? … Chi lo sa? Forse finirei barbone da qualche parte… o forse mi abbandonerei del tutto… penso che finirebbe così… poi tu dici… dare un senso alla vita… mah! … se fosse per me… ma lei ci rimarrebbe malissimo… sarebbe un po’ come una pugnalata… penserebbe che non aveva capito nulla … se ne farebbe una colpa… si sentirebbe in colpa per non averlo capito prima… come se capendolo prima si potesse fare qualche cosa… s’è fatta notte… è passata un’altra giornata e un’altra giornata senza senso… e il tempo per dare un senso alle cose diminuisce… Noi non abbiamo mai parlato… forse nemmeno all’inizio, è venuto tutto da sé… sai, allora le cose non erano come oggi, noi stavamo più o meno bene insieme… e poi… insomma ci siamo sposati… che se alla fine non mi fossi sostato alla fine sarei stato anche peggio… e sì… poveretta, che pazienza che ha avuto… perché andare d’accordo con me non è una cosa facile… ma lei ce l’ha messa tutta… e siamo arrivati a questo punto… io certe volte lo sentivo che arrivava al limite al limite della sopportazione, che forse mi avrebbe detto che non ne poteva più… ma poi alla fine questo non succedeva, no, non succedeva, non è mai successo… alla fine l’istinto della brava donna finiva per prevalere… io lo chiamo così… non so se è amore, non lo sa nemmeno lei… ma queste parole è meglio che le lasciamo ai giovani… io credo di averla delusa, di averla sostanzialmente delusa… certo non l’ho mai imbrogliata… ma l’ho delusa… sia spettava altro e invece ha trovato un orizzonte piatto, quando mio figlio era ragazzo ha pensato sempre a tutto lei… io praticamente me ne sono disinteressato… e c’aveva sempre tanto da fare… prima con la scuola e poi con questo e poi con quello… insomma, secondo me, si sentiva viva, una nota positiva c’era, lei doveva vivere per il figlio… e così ha fatto, io invece, pure allora devo essere stato la sua croce e forse pure la croce di mio figlio quando ha cominciato a rendersi conto… pure lui, poveretto, ha provato a coinvolgermi in tutti i modi ma, secondo me, pure lui è rimasto deluso… non parlavamo mai… lui provava a proporre questo e quello ma io gli facevo fare quello che voleva lui ma non mi facevo coinvolgere… e lui ci deve essere rimasto male tante volte… sì pure lui è rimasto deluso… quando si è sposato era felice un po’ perché aveva trovato moglie e un po’, un bel po’, perché finalmente se ne era andato da casa… qui non credo si sia mai sentito oppresso ma certo non si è sentito nemmeno valorizzato… e poi, dopo che se ne è andato lui, Maria è proprio andata in tilt definitivamente… adesso non si poteva dedicare più a nessuno… a me? Sarebbe come dire a nessuno, lei si aspettava che il figlio rimanesse attaccato alla famiglia e invece, in pratica, è sparito… e credo che per lui una cosa del genere fosse proprio una necessità di sopravvivenza… e adesso siamo solo noi… lei lavora ancora, io, da quando sono andato in pensione, sono scivolato di male in peggio, i primi tempi uscivo un po’ di casa, andavo a fare la passeggiata… ma sai, andare a fare la passeggiata da solo… prima o poi ti chiedi che ci vai a fare… e io che ci andavo a fare non lo sapevo proprio… sai proprio come i vecchi sfaccendati… vai alla villa, ti siedi e aspetti che passi il tempo… a casa cercavo di dare una mano ma facevo più danni che altro… le pentole che ho bruciato non le contavo più… mettevo le cose sul fuoco e mi mettevo a fare altro… quando sentivo odore di bruciato era già tutto un pezzo di carbone… lei veniva, mi diceva che era una cosa da niente e faceva tutto lei e piano piano io non ho fatto più niente, poi è stata la volta della denuncia dei redditi, all’inizio la facevo io, cioè facevo tutto io… poi lei ha cominciato a non fidarsi, e quando tu ti accorgi che gli altri non si fidano di te ci resti male… ma nemmeno lo puoi dire… mi preparava lei tutto il lavoro, tutte le carte, poi io facevo i conti e lei dopo li rifaceva perché non si fidava e la cosa mi dava fastidio… però faceva bene a rifarli perché i conti che facevo io qualche volta erano sbagliati e allora si creavano i momenti di imbarazzo perché non me lo voleva dire… ma io dico… dimmelo chiaro… tu sei un vecchio rimbambito che non è più capace di fare niente… e invece non me lo diceva… ma tanto io lo capivo lo stesso… e allora l’anno scorso le ho detto che non mi sentivo bene e ha fatto tutto lei, ha lavorato una giornata e ha fatto tutto lei… quando la facevamo insieme ci volevano due settimane, si facevano discussioni che non finivano mai e alla fine si restava sempre di cattivo umore… e anche quest’anno farà tutto lei, nemmeno me l’ha detto che c’è la scadenza… che vuol dire… che è una brava donna e che mi vuole bene oppure che io mi sono rimbecillito del tutto? E… lo so che vuol dire… lo so… Tra due mesi deve andare in pensione… e questo è il problema… sarà libera tutta la giornata e soprattutto dovremo passare tutta la giornata insieme… dalla mattina alla sera… adesso mi sopporta solo per mezza giornata, e secondo me fa una fatica enorme a sopportarmi anche per mezza giornata… e poi ha detto che il giorno che va in pensione si vuole mettere a posto i capelli e vuole andare a cena fuori con me… ma è proprio pazza… sai che bel divertimento… io dico: Ma vai con le amiche tue! Ma o che c’entro? Io in pensione ci sto già… che poi vedi che cosa bella è andare in pensione… che prima devi aspettare di andare in pensione ma quando vai in pensione devi aspettare una cosa sola e della vita c’è rimasta solo la coda che è difficile da scorticare… Ma lei vuole fare la festa… poi dice che dobbiamo fare i viaggi… questa è un’altra mania… ma bella mia, noi dobbiamo fare un viaggio solo… Quando dico queste cose sorride… ma non ci sta niente da ridere… e poi quando lei starà in pensione io che faccio? Adesso il tempo nella mia nella giornata ce l’ho, mi alzo quando lei esce di casa, mi lavo, mi faccio la barba senza correre, poi scendo al bar a fare colazione… ecco, questa è tutta la passeggiata che faccio… i medici dicono che devo camminare molto… ma i medici ti dicono che devi fare tante cose impossibili… così se le cose vanno male la colpa è la tua e loro ti dicono che te l’avevano detto… hai capito… Che poi quando sarà in pensione la colazione la dobbiamo fare insieme… che sono anni che non facciamo colazione insieme… non diciamo poi quanto tempo è che non facciamo un viaggio insieme… l’ultimo che abbiamo fatto è stato tre anni fa quando è morto mio suocero… ha guidato lei… insomma adesso sembra assurdo… ma è stato un bel viaggio, tanto per mio suocero non si poteva fare più niente… in autostrada ci siamo fermati all’autogrill… proprio come quando eravamo giovani… quando siamo arrivati a Torino lei non ha voluto stare dai parenti e siamo stati in albergo e siamo stati bene… certo l’occasione era quello che era ma tra noi siamo stati bene… ecco, quello è stato il viaggio che abbiamo fatto noi… che poi è stata pure un’impresa… perché s’è portata appresso tante di quelle medicine che sembravamo un’ambulanza… io allora stavo peggio di adesso… e il dottore non voleva che andassi a Torino, ma io ci sono andato lo stesso… quando mi vedeva un poco più affannato mi chiedeva subito. “come stai?”… Noi siamo partiti, ma lei c’aveva paura che di funerali se ne dovessero fare due… e be’… e che puoi fare… quando stai come stavo io allora il rischio c’è… poi sono stato operato e sono stato meglio… però sai, sempre pentole vecchia sono… si dice che la pentola vecchia te la trovi cent’anni per casa, però bisogna pure che uno si prepari… lei questo non lo accetta… lei si sente giovane… e questo mi dà fastidio… lei non può capire… io glielo dico che quando arriverà il momento capirà… e lei mi guarda e mi dice che io faccio sempre profezie nere, ma non sono profezie, sono dati di fatto, gli anni passano… poi ti dicono che sei depresso… ma se avessi vent’anni e una vita davanti, forse, penserei diversamente, ma io che cos’ho davanti?… insomma… ma questo lo sa pure lei e alla fine se ne sta facendo una ragione… non vuole mai che si parli del dopo… cioè di quando resterà sola… però a queste cose ci deve pensare… noi non abbiamo problemi di eredità e di testamenti, abbiamo un figlio solo… lei sta ancora bene, però a una sistemazione ci deve pure pensare, perché quando me ne vado io lei resta sola… non ci sono più io a rompere le scatole e quello è un vantaggio, ma lei pure deve pensare che si fa vecchia e che prima o poi avrà bisogno di qualcuno… perché mica se ne può andare con il figlio… quello bisogna lasciarlo libero… altri parenti che si possano chiamare parenti non ne abbiamo… e lei che fine fa? Si risposa? … Così si mette un’altra palla al piede subito dopo che se n’è tolta una… lei dovrebbe trovare qualche pensionato dalle monache … che se la tengano finché campa… se una cosa del genere esiste… che pure le monache con tutto lo spirito cristiano… se stai bene pure pure, ma se stai male non ti vogliono più… Chissà che farà quando io non ci sarò più… un po’ starà più larga… e qua ci starebbe pure un po’ di spazio per la badante… tutte le cose mie stanno dentro l’armadio… io gliel’ho detto: tu pendi e butti via tutto… tutto! tanto a che serve? Butta pure le carte mie… quello che c’è scritto tu lo sai già… agli altri non gliene importa niente… e poi non deve fare feticci… quando uno non ci sta più non ci sta più… se te lo vuoi ricordare te lo ricordi dentro, ma cose per casa, fotografie, lettere, quaderni… no! Per carità… bisogna buttare via tutto! Piazza pulita… come fa la natura… piazza pulita! … Io lo so che con questi discorsi la deprimo.. però, che devo fare… sono tutte cose vere… e a me quando la vedo così tutta pimpante mi viene anche un po’ di rabbia, perché lei è tutta pimpante e io invece sono un relitto ambulante? … lo so che è naturale e che io gli anni miei me li sono vissuti… però…
DIARIO DI A. 16/3/2007 Dio santo, che cosa è successo… lunedì scoro Maria ha avuto un piccolo infarto… madonna mia che cosa spaventosa… stava qua, stavamo a casa… non è che ha fatto sforzi particolari… niente, niente… vedevo che non respirava bene, s’è sdraiata sul divano e m’ha detto di chiamare il 113… quelli sono venuti subito, le hanno fatto due punture e l’hanno portata via e io con lei dentro l’ambulanza… aveva la mascherina dell’ossigeno e io le stringevo la mano… il dottore mi diceva che dovevo stare tranquillo perché era un piccolo infarto e la puntura gliel’avevano fatta dopo pochi minuti, mi sono sentito male pure io nell’ambulanza, mi mancava il respiro… ho detto al dottore dell’operazione, il dottore ha dato una pastiglia pure a me… e io l’ho presa… ma Maria stava proprio male… non ha perso conoscenza… mi stringeva sempre la mano… poi ci hanno portato al pronto soccorso, io ho chiesto che ci facessero entrare insieme e l’hanno fatto ma lei l’hanno portata alla terapia intensiva per me non ce n’era bisogno… il medico mi ha visto e ha fatto ricoverare anche me e mi ha detto di stare tranquillo… ma io me ne sono uscito dal reparto e sono andato alla terapia intensiva, ho detto che ero il marito e mi hanno fatto entrare, ma solo cinque minuti, poi mi hanno fatto uscire e ho parlato con una dottoressa che mi ha spiegato delle cose… io non ho capito gran che ma diceva che prima di quarantott’ore era impossibile fare una prognosi attendibile, che sembrava che non ci fossero grossi danni ma che la prognosi restava comunque riservata… Io sono andato al mio reparto… ma faceva freddo e mi sono messo qualche cosa addosso e sono tornato lì, la dottoressa di prima, forse ha avuto pena… non lo so, ma s’è data da fare e mi hanno appoggiato in una stanza singola subito fuori della terapia intensiva…, mentre mi accompagnavano lì mi sono messo a piangere… l’infermiera, una ragazza giovane, non sapeva che dire, le ho spiegato come stavano le cose e mi ha detto che sarebbe andata lei a vedere… poi mi ha messo a letto e dopo qualche minuto è tornata: “La signora è stazionaria, il rianimatore mi ha detto di non dire nulla ai parenti perché è meglio essere cauti, ma mi ha detto che dagli esami che hanno fatto c’è da sperare bene, ma la prognosi la potranno sciogliere solo il 14 mattina… “, però quando l’infermiera mi ha detto queste cose mi ha pure sorriso… e quel sorriso era buono… diceva che secondo lei la cosa sarebbe andata bene, poi è passata la vista, mi hanno fatto l’ECG, il dottore ha detto che ci potevamo contentare ma dovevo rimanere in osservazione per almeno due giorni, mi hanno dato un sedativo per farmi dormire e credo di essermi addormentato quasi subito. La mattina è tornata l’infermiera carina e mi ha detto che mia moglie era vigile e che verso le undici me l’avrebbero fatta vedere per dieci minuti, ma non la dovevo stancare… io aspettavo le undici… ma le undici non venivano mai, poi è tornata l’infermiera e mi ha portato lei alla terapia intensiva… Maria era sorridente, sveglia, aveva degli aggeggi attaccati ma non aveva un brutto aspetto… e poi era contenta di vedermi, gli ho detto che avevano ricoverato anche me ma solo in osservazione e che il medico aveva detto che sarei stato dimesso dopo due giorni… lei mi ha sorriso, aveva una cuffietta di plastica in testa, le ho preso la mano e mi sono seduto lì, e i dieci minuti se ne sono passati così, poi mi hanno riportato nella mia camera… il pomeriggio me l’hanno fatta vedere per più tempo. Era lucida, parlava, non sembrava nemmeno affaticata… alla sera non mi hanno dato sedativi e io non ho dormito e mi sono tornate alla memoria tutte le cose che io le dicevo sul “dopo”, perché di restare solo poteva succedere pure a me e potrebbe ancora succedere… Madonna mia! Potrebbe ancora succedere… E io dove la sbatto la testa?… Lei senza di me può stare ma io senza di lei dove vado? … Adesso, se va tutto bene e ce ne possiamo tornare a casa, lei si deve stare tranquilla e mi devo mettere io a fare le cose… che lei è uscita da un infarto… e deve stare tranquilla… io sono una mezza cartuccia ma tra i due sono quello che sta meglio… potremmo fare venire una donna che ci fa un po’ di cose… quattrini non ne abbiamo molti ma ci si potrebbe pure fare… Maria si deve stare tranquilla… si deve riprendere piano piano … Questi erano i ragionamenti che facevo io ma poi le cose hanno preso un’altra piega, la mattina non me l’hanno fatta vedere e mi hanno detto che aveva avuto problemi in nottata e che le cose non andavano bene e la sera mi hanno detto che stava leggermente meglio ma che non me la potevano fare vedere, io gliel’ho detto: Se è morta me lo dovere dire… loro hanno detto che non era morta ma che non sapevano come sarebbe andata a finire… io sono stato dimesso, poi è arrivato mio figlio, lei prima non aveva voluto che lo avvisassimo perché le cose sembravano andare bene, poi vedendo come le cose si erano messe, io l’ho chiamato e lui è venuto… adesso sta a casa mia… perché io sono stato dimesso dall’ospedale e stiamo aspettando… andiamo lì mattina e pomeriggio ma ce l’hanno fatta vedere solo dietro il vetro ed era addormentata o in coma, non lo so, i dottori dicono che non è in coma… ma che il problema è serio e non si sa come può andare a finire… Madonna mia! Che cosa terribile… là ci dovevo stare io, non lei… lei c’ha ancora anni da vivere… può essere utile a qualche cosa… io a che posso servire? … Ho pregato il Padre eterno di farci morire insieme… se se ne va lei io qua che ci sto a fare? … Non ha proprio più senso… ce ne dobbiamo andare insieme… Adesso mi tornano in mente tante cose, tanti momenti pure belli che abbiamo passato insieme, adesso che ho paura che un futuro non ci possa essere proprio più… quando eravamo giovani e lei si metteva il cappello… mi sembrava una cosa tanto strana… o quando andavamo insieme a comprare i vestiti per me… se a lei ne piaceva uno a me ne piaceva un altro… mio figlio ha paura di parlare della madre, non ne vuole parlare perché gli sembra di parlare di una persona che non c’è già più… ma tanto che cos’è la presenza fisica? Ti esisti finché c’è qualcuno che ti pensa, dopo non c’è più niente… io ripenso a Maria, ma che devo pensare, se può tornare come prima, sperare ha un senso… ma se dovesse penare la vita per tutto il tempo che le resta… Madonna mia! Mio figlio queste cose non le capisce, per lui essere vivi è tutto, ma io gliel’ho detto: All’età tua è tutto, perché tu che vuol dire stare male non lo sai… ma quando sei vecchio la morte l’hai messa in conto e ti fa meno paura… Lui non capisce e non può capire… ma io penso che Maria capirebbe, io credo che capirebbe. Stamattina siamo riandati all’ospedale… ma il dottore è stato estremamente generico, evidentemente non ci voleva dare troppe speranze… poi abbiamo trovato l’infermiera caruccia e ha detto che avrebbe cercato di sapere qualcosa cosa in più, quando è tornata mi ha detto che non aveva saputo gran che, che nella nottata non c’era stato peggioramento e che i parametri erano stabili ma ha detto che i medici non volevano dire nulla di più… io l’ho ringraziata… è sempre così caruccia quella ragazza, almeno ti sorride, anche quando ti dice cose del genere ti sorride… gli altri fanno la faccia impassibile… almeno lei sorride… ecco, adesso non so che altro aggiungere, mio figlio ha cercato pure lui di trovare un medico disposto a dire qualcosa ma da quello che ho capito non gli devono avere detto cose buone, anche se lui a me non lo ha detto… che dobbiamo fare? … ci dobbiamo cominciare ad abituare all’idea… Ho provato a dirlo a mio figlio ma mi ha guardato come se fossi pazzo… e lei sta là… e noi stiamo a casa ad aspettare… Poi si dice che noi dobbiamo ringraziare quelli che ci hanno dato la vita… che se penso a mio figlio mi vengono i brividi… che prima o poi una cosa del genere dovrà capitare pure a lui e pure a suo figlio… bisogna sempre farci i conti con certe cose… guardare lontano… e rendersi conto… E se adesso lei se ne va e io resto… Madonna mia… ma perché io devo campare? Non ha senso e non è giusto… a mezzogiorno ci hanno telefonato dall’ospedale… io pensavo che lei se ne fosse andata… e invece non era questo… dicevano che era uscita dal coma e aveva chiesto di noi… siamo andati di corsa, non ci hanno fatto entrare ma ce l’hanno fatta vedere dal vetro e abbiamo parlato con l’interfono… ha pure mosso la mano per salutare, dopo cinque minuti hanno chiuso e ci hanno fatto uscire, il dottore ci ha chiamato e ci ha detto… insomma ci ha detto che Maria la fase critica, proprio la peggiore, l’aveva passata e non sembrava avere avuto danni di tipo cerebrale… perché il rischio era questo… il neurologo l’aveva vista ed era moderatamente ottimista… restava comunque il problema del piccolo infarto… ma il vero problema, quello circolatorio cerebrale sembrava superato, poi ci ha mandato dal cardiologo che ci ha detto che il problema cardiologico non era dei peggiori ma che Maria, dopo un periodo di stabilizzazione di un paio di mesi avrebbe dovuto fare un intervento di rimozione della placa carotidea che era stata l’origine dell’infarto e dei rischi circolatori conseguenti, alla fine il dottore si è lasciato andare e ha detto che se non fossero intervenuti fatti nuovi, e questa espressione l’ha sottolineata, Maria secondo lui poteva essere dimessa dopo una quindicina di giorni, più o meno tre giorni ancora in terapia intensiva e il resto in reparto, poi a casa massima attenzione per un paio di mesi, con un supporto farmacologico adeguato e poi l’intervento, un intervento abbastanza comune e sostanzialmente non rischioso, ma il dottore ha sottolineato che in tutti gli interventi chirurgici una percentuale di rischio c’è… insomma, secondo il cardiologo Maria ce la potrebbe fare, quando siamo tornati a casa mio figlio era felice… ma io l’ho congelato subito: Tu hai visto quello che è successo prima? … noi non ce lo aspettavamo… il dottore ha detto che c’è una possibilità, e va bene ma non corriamo troppo avanti perché dopo potremmo rimanere malissimo… mio figlio prima non ha capito… dopo s’è reso conto e mi ha detto che forse avevo ragione… Comunque s’è messo a rimettere casa a posto… gli ho detto: Guarda che mamma se la rimandano a casa la rimandano tra due settimane e tu che fai? Vuoi rimanere qui due settimane? … No, tu te ne devi andare a casa tua…a mamma ci penso io… magari torni quando la dimettono… ma qua tra un paio di giorni te ne devi andare… quando vediamo che sta un po’ meglio tu te ne vai… lui prima ci ha pensato poi ha fatto cenno di sì… insomma s’è messo lì, ha cucinato e abbiamo cenato da cristiani… poi se n’è venuto col discorso che ci dobbiamo decidere a stare tutti insieme perché adesso anche Maria c’ha i sui problemi e non mi può stare più appresso… e lui ha detto che ha parlato anche con la moglie… ma io gli ho detto: Ma come puoi pensare che ce ne veniamo Torino a casa vostra? In due, due pesi morti da assistere… noi stiamo qua, se serve ci prendiamo una badante.. ma stiamo qua… e poi anche mamma non verrebbe da voi a Torino, ne abbiamo parlato tante volte… lei vuole stare qua… mio figlio non sapeva che dire… poi mi ha chiesto di fargli vedere le fotografie della mamma, ma io non gliele ho fatte vedere… gli ho detto che Maria è viva e non è tempo di commemorazioni… questo discorso gli è piaciuto e mi ha fatto pure un sorriso… e così ci siamo messi a chiacchierare, di accendere la televisione non se ne è nemmeno parlato… lui mi ha riassunto le cose che hanno detto i dottori e ne ha dato un’interpretazione positiva, io, come al solito, l’ho frenato… però, poi, alla fine, gli ho detto che comunque quello che stava dicendo era logico e che, stando ai fatti, se i dottori non avevano preso lucciole per lanterne, qualche possibilità sembrava che ci fosse. Mio figlio ha una fede cieca nei dottori… perché lui ancora non li conosce e tutto quello che dicono lo prende per oro colato e mi dice sempre “loro lo sanno!” ... io gli rispondo “speriamo che lo sappiano”… perché tutta questa grande sicurezza poi… mah comunque la serata è passata a chiacchierare con mio figlio e non succedeva da anni… adesso è un uomo… un uomo giovane che ha una fobia incredibile della morte… e lo posso capire, alla sua età…. Però è un bravo ragazzo… secondo me ci vuole bene, alla madre e anche a me… lui non mi tratta come un vecchio rimbambito… quando mi deve dare torto me lo dà eccome… e poi dice tante cose belle della mamma… perché la mamma l’ha saputo crescere e gli ha insegnato pure a volere bene a me… Speriamo che torna! … Qua, adesso c’è mio figlio, ma senza Maria che vita sarebbe?… adesso che le cose vanno male sto pure ritrovando un po’ di voglia di vivere, se Maria mi vedesse così, che discuto con mio foglio, sarebbe contenta… ma ci voleva la malattia sua per fare un miracolo simile… che io un altro pezzettino di strada con Maria me lo voglio fare… Bella mia… ma quando torni a casa? … Quando torni… tu devi essere la regina… questa è casa tua… Madonna mia! Ma io sto cominciando a capire quello che ha fatto mia moglie… Madonna mia, non te la portare via… non te la portare via! 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://esserein2.spaces.live.com/blog/cns!D0422B323B467F33!626.trak 引用此项的网络日志
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