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日志


2007/3/20

ERASMUS

ERASMUS

Mi fa ridere… ma in senso buono… no, no… non voglio dire affatto che mi fa pena o cose del genere… no! E’ che proprio mi fa ridere… sì, quando viene si mette a scherzare, a dire scemenze… insomma un po’ a fare il pagliaccio… una volta ci hanno chiesto: Ma voi quando state insieme che fate?  E io ho detto che quando stiamo insieme in pratica passiamo quasi tutto il tempo a ridere, ma proprio a ridere come due cretini… sì, sì… certe volte vuole fare il serio… ma lo fa in modo così comico che mi viene da ridere e poi la cosa si contagia automaticamente e facciamo a chi la spara più grossa… quelli che ci vedono ci dicono che siamo due ragazzini e che non sappiamo nemmeno che vuol dire star insieme… ma a me… se mi togli le stupidaggini di Luca, mi hai ammazzato… e sì ormai sono cose nostre che gli altri nemmeno possono capire… una sera stavamo vedendo un film di quelli tragici, piangevano tutti… poi Luca ha detto una stupidaggine e mi è venuto da ridere, prima ho cercato di fare piano… poi me n’è venuta in mente un’altra e gliel’ho detta e lui non si reggeva più dalle risate… e il gioco è continuato per quasi tutto il film… poi ha cominciato a fare qualche battuta a voce un po’ più alta… e piano piano hanno cominciato a ridere pure quelli vicini e hanno completamente lasciato perdere il film… un signore che stava alla fila di dietro ha perso la pazienza e ha cominciato a sbraitare, Luca s’è girato e gli ha solo ripetuto la battuta e pure quello s’è messo a ridere e ha fatto un gesto come per dire: E vattene! Ma come ti vengono in mente certe stupidaggini! … Una volta siamo andati a sentire una lezione da me all’università… lui sé messo all’ultima fila… insomma la professoressa ha attaccato tutta una solfa sul vaso di Pandora… lui per un po’ ha fatto il serio poi gli è venuto da ridere e non è più riuscito a controllarsi, quelli vicino a lui erano distratti… lui ha detto: Pandora Baula… a voce basissima e quelli si piegavano dalle risate… la professoressa prima ha tollerato la cosa ma poi s’è infastidita e gli ha chiesto: Ma lei che cos’ha da ridere? … Io ero nel panico, quelle era la mia professoressa e io con lei dovevo fare gli esami… se Luca me la avesse stranita così ci avrei perso la faccia, per fortuna stavo proprio dall’altra parte dell’aula..  insomma lui si è alzato e ha detto: Pandora Baula… e la professoressa non è riuscita a trattenersi nemmeno lei e s’è messa a ridere… poi per fortuna è finita la lezione… perché lui ha questa capacità… che proprio ti coinvolge nelle risate… e con la professoressa ha fatto così, quando s’è alzato sembrava un attore comico rifinitissimo… proprio un maestro della comicità… adesso finisce che ho quasi paura andare di in giro con lui in posti dove non si può ridere, con i miei amici… passi, ma come faccio a portarlo a  casa, se comincia dire sciocchezze davanti a mio padre quello lo caccia di casa… e poi le cose che dice Luca sono proprio carine non fa battute pesanti, sono proprio delle cose leggerissime… ma carucce forte… non so… diceva che quando stava alle elementari aveva un maestro che si vantava sempre di avare fatto il tiratore scelto e lui ha detto il  tiratore scelto di orecchie… dice che questo maestro era cattivo e rimproverava sempre i ragazzini, una volta l’avevano trovato al supermercato che si stava agitando a fare rimproveri… ma stava davanti al banco del pesce e non c’era nessuno e Luca ha detto che stava dando una strigliata alle triglie… … poi ha detto che il maestro mangiava spesso orecchiette per avere il piacere di tirarle… insomma cose di questo genere … poi si era conservato tutte le stupidaggini dette a scuola dai professori: “La forza di gravità è quella forza che la terra agisce su di essa!”, oppure: “I cani poliziotto si chiamano cani poliziotto perché sentono gli ultrasuoni – Ma professoressa… ma tutti i cani sentono gli ultrasuoni  - E’ vero, è vero… io avevo un cane che sentiva gli odori a un chilometro di distanza!” … o, ancora: “Vieni alla lavagna e scrivi… ecco, adesso questo escilo fuori parentesi e questo rimanilo dentro”… oppure “Bianchi! Tu sei un imbroglione!” – “Ma professoressa, ma io non ho fatto niente!” – “Sì! Hai imbrogliato tutte cose!”… o ancora peggio: “Professoressa… ma è suonata?” -  “No, non ancora!” – “A noi ci sembra suonata!” la professoressa, non la campanella, ovviamente…insomma… me ne aveva detta una bellissima degli esami di maturità di un ragazzo che doveva dire che Pascoli era stato processato, che Carducci era andato a deporre a suo favore e che Pascoli era stato assolto e l’aveva riferita così: “Pascoli era stato arrestato, Carducci andò a depositare e Pascoli venne subito giustiziato!” … non so se sono cose successe veramente o se se le è inventate di sana pianta  perché mi sembrano un po’ assurde… comunque sono cose carucce… e poi mi piace pure quando stiamo nei momenti di intimità… ha sempre una certa leggerezza, non si prende troppo sul serio nemmeno in quelle situazioni… non c’ha la fissa, quello che viene viene… ma se si attacca a ridere la serata se ne passa così… e al resto non ci si pensa proprio… certi ragazzi su certe cose sono fissati… e entrano nella parte dell’amante focoso… perché hanno visto magari qualche filmetto… lui no, lui si diverte e dice stupidaggini anche in quelle situazioni… ma stupidaggini carucce… adesso qui non le posso riferire… però la cosa alleggerisce molto e io effettivamente sto bene così, uno fissato mi darebbe fastidio… i primi tempi non lo sopportavo, pensavo che non capisse niente e invece non era così per niente… però sapeva fare tutto col sorriso… una cosa bella, veramente una cosa bella… io ho sempre nell’orecchio il suono della sua risata che è inconfondibile… niente di atteggiato… proprio una cosa spontanea… certe amiche mie mi dicono che uno così non è serio… ma che vuol dire serio… sono seri certi baccalà che si sono presi loro… mammamia! Ce ne sono certi proprio impresentabili… Luca quando li vede dice che bisogna fare subito il test per veder se si può mettere il bollino blu… e racconta a quei tipi una delle sue storielle con incluso doppio senso… qualcuno afferra… ma qualcuno proprio no… lui cambia discorso…. Poi quando stiamo tra noi mi dice: Ma quello è proprio de coccio! … Io gli dico: Ma è laureato in economia… e lui mi guarda e mi dice: Nel senso che per comprarsi la laurea ha speso poco? … Io prima avevo tanti miti… in particolare pensavo che i grandi della cultura e della scienza fossero in qualche modo meglio degli altri… ma lui su questo fatto ha cominciato a prendermi in giro in modo pesantissimo, sempre con ironia… m’ha detto del grande scienziato che tormentava la moglie: Tu non sai questo, tu non sai quell’altro… come fai a campare se non sai la meccanica quantistica e se non sai la cosmologia relativistica… e la moglie gli aveva risposto: Ma, caro, che la Terra sia tonda o quadrata per me non cambia gran che… l’importante è che io arrivi al supermercato per fare la spesa…  Insomma a forza di storielle di questo genere mi ha distrutto i miti e io adesso mi sento meno scema di prima, io avevo studiato la filosofia, avevo fatto gli esami all’università ma non avevo capito nulla, a forza di riderci sopra ho capito tantissime cose… la potenza del ridicolo è dissacrante… la comicità è l’unico modo per mettere in crisi le persone come ero io prima, cioè quelle tutto libro e niente cervello… l’espressione evidentemente è di Luca e io la uso perché aveva ragione… E poi non è vero che lui non si prenda mai sul serio… ci si prende eccome… quando deve studiare studia… ma non mitizza… lui è un chimico… deve ancora fare la specialistica ma ci arriverà benissimo, dice che la chimica gli ha insegnato che quello che conta è sapere quello che succede, non perché succede… il perché è teoria, quello che succede è chimica… raccontava di un suo professore che pontificava su orbitali e teorie con livelli di astrazione che potevano spiegare tutto a condizione di considerare che la materia non è come la vediamo, che l’energia non è proprio energia, che la luce non è proprio luce ecc. ecc… Luca era profondamente scettico su tutte queste cose… e invece gli era molto simpatico un vecchio professore che diceva: Quando morirò voglio chiedere al Padre eterno di farmi vedere com’è fatto veramente l’atomo e ci scommetto che è tutto diverso da come ve lo facciamo studiare… Luca fa ironia su tutto, anche sugli atteggiamenti presuntuosi dei suoi professori… di uno dice che quando stanno per assegnare il Nobel sta sempre in fibrillazione, di un altro dice che campa di citazioni… non è mai stato in un laboratorio e non fa che citare i suoi colleghi che lo citano a loro volta… e così si fanno la fama di grandi scienziati… Insomma non so se avete capito chi è Luca… nel senso classico non è un bello, di quelli che sono i tipici belli… però ha una cosa che mi piace moltissimo: gli occhi, quando ride strizza gli occhi e certe volte ride quasi fino alle lacrime… non capita spesso ma capita… Insomma i suoi studi se li è fatti e bene, almeno fino adesso, con me ha trovato il modo giusto… forse lui capisce quello che voglio… certe volte fa le faccette comiche.. fa la faccia stupita… la faccia triste… quella delusa… ma sembra proprio una maschera di teatro… E se invece del chimico facesse l’attore? … io credo che sfonderebbe benissimo… gli avevo proposto di entrare in una compagnia universitaria di cabaret… ma non ne ha voluto sapere e mi raccontato la storia della super-università americana… Il rettore chiama Philip per fagli una ramanzina… “Tu non puoi continuare così! Hai distrutto il laboratorio, hai dato fuoco all’aula e per di più sei stato coinvolto in una rissa” – “Ma sono stati loro che mi hanno provocato e io mi dovevo difendere” – “Ma non mandando quattro studenti all’ospedale… Philip… mi dispiace ma questa università non fa per te… tu qui sei un elemento pericoloso, qui non ci puoi insegnare più!”… Queste sono le storielle di Luca… me ne aveva raccontata un’altra, la mamma va da Maria e la sveglia: Svegliati bella! E’ ora di andare a scuola! … - No, mamma, lasciami dormire… a scuola non ci voglio andare… c’ho paura! I ragazzi con me sono cattivi, mi rubano le cose, mi dicono le parolacce, mi piacchiano… no… a scuola non ci voglio andare più!  - Su Bella, su, preparati che fai tardi! – Ma, mamma, a scuola non ci va quasi nessuno… - Sì, Bella… ma tu sei la preside!”… Il mio Luca… mi manca… adesso sta fuori per l’Erasmus, è partito ieri e già mi manca da matti, ma lui sa il mio contatto MSN e ha detto che appena può si fa vivo…  speriamo che abbia una connessione ADSL così possiamo chattare pure in video e voce… Luca che fai? … Mannaggia ma perché non ci posso andare anch’io? Lui lì tutto solo e io qui ad aspettare… è andato in una università francese… chissà che combinerà… vediamo il computer… su MSN non c’è, vuoi dire che lì non ha ancora la connessione… mh! Però c’è una e-mail vediamo in po’:

“ Ciao Chicca, non so perché questa la chiamano università…. Qui tutto si fa meno che studiare, io sono arrivato solo ora ma da quello che sento dire qui è un bordello continuo e, in effetti, ci hanno già provato in due… ma erano racchie… al piano dei ragazzi non c’era posto e mi hanno messo al piano delle ragazze… non scherzo! Qui è proprio vino donne e canti… speriamo almeno che il vino sia buono! Dicono che c’è un grande dipartimento di chimica ma io ancora non l’ho visto ma da quello che ho capito, per l’Erasmus la chimica è l’ultima cosa! Non ti preoccupare troppo… io sono un bravo ragazzo finché non si presenta l’occasione buona… però dopo, in genere, mi pento… Ciao Chicca, se riesco a contattarti mi faccio vivo su MSN… lascia il computer in funzione. Ciao… e non mi mettere le corna… se no non ti racconto più le barzellette! Capito?”

Insomma… vabbe’, però… quello c’ha sempre da scherzare… io quasi quasi gli faccio una sorpresa e lo vado a trovare lì…durante un periodo in cui qui ci sono poche lezioni… ci vado solo due o tre giorni… però quando? … subito subito no! Poi pensa che non mi fido… non è che io non mi fido… non è questo… però mi piacerebbe andarci, anche solo per sapere come vive lì… in mezzo ad altra gente… magari si può pure sentire solo… non si sa mai… adesso basta con questi ragionamenti… lui dice sempre che non devo essere dipendente… basta... basta… aspetta, va, prima di chiudere rivediamo MSN… c’è! C’è! …  cominciamo con la chat scritta… “Ciao Chicco… che fai di bello?” – “Mi sono sistemato… sto con un altro ragazzo, uno spagnolo di Barcellona… per fortuna che lo Spagnolo è simile all’Italiano e si capisce tutto… lui sta già qui da tre mesi… e dice che è veramente un bordello continuo, che di studiare non se ne parla nemmeno … ha detto che l’hanno portato in giro a vedere impianti chimici di tutti i generi ma lui non capiva nulla… ingeneri francesi che parlavano in Inglese a studenti spagnoli, italiani, greci…. Poi conferenze… più fumo che arrosto… potrei imparare un po’ di Francese, ma qui non lo parla nessuno, il mio compagno di stanza è spagnolo, nel piano del pensionato dove stiamo non c’è nemmeno un francese… io finirò per imparare un po’ di tutto… ma non il Francese… adesso mi sto zitto e lascio parlare te…” – “Che ti dico chicco? Qua è sempre la solita storia, la vecchiaccia minaccia sempre fuoco e fiamme ma poi non boccia nessuno… la vecchiaccia è quella che hai conosciuto pure tu… io studio, studio… ma qui non c’è un cavolo da fare… quando torni Chicco?” – “Ma io sono arrivato ieri…” – “Lo so, ma qui senza di te non si può proprio stare… e poi come faccio… ma è un anno! Un anno non passa mai…” – “Hai ragione…  ma non mi diventerai mica  romanticona… No… eh!” – “Macché romanticona… io sto qua e tu ti diverti… non è giusto! … scusa… ma è possibile passare alla chat in voce o meglio in video e voce?” – “Sì… ecco…” – “Dai fammi vedere la stanza… mh… ma non è un gran che non c’è niente… ma l’amico tuo lascia in giro tutto quel casotto?” – “Eh… sì… qui si usa così… e poi sai gli uomini soli… hanno due problemi… uno è in disordine e l’altro lo puoi capire da te… però qui dicono che è veramente un casotto, soprattutto la sera… una festa continua… stasera vediamo… “ – “Tu questa storia del gran casino me l’hai già detta tre volte…” – “Sì, sì, ma c’è, io credo che ci sia realmente… già stasera, e poi ho visto che qui, al piano di sotto ci sono 14 ragazzi italiani… stanno qui pure loro per l’Erasmus… ma non sono chimici, sono di facoltà umanistiche e si conoscevano già dall’Italia… credo… però sono casinisti forte… sono passati qui una mezz’ora fa… con la scusa che siamo Italiani e hanno fatto un casotto terribile… proprio un casotto terribile… tu dici che io sono casinaro… ma se vedessi quelli… quelli secondo me qui ci sono venuti solo per fare casino, altro che studiare… mannaggia, arrivano, alzo l’audio così senti dal vivo… A Lucaaa, co’ chi stai a chattà… e tu a noi nun ce la conti giusta… facce vede! … e chi è… ‘mazza quant’è brutta! … No… scusa eh… scusa… stiamo solo scherzando… tanto qua Luca te lo controllamo noi… no… dai, noi siamo bravi ragazzi, stiamo qui per studiare … oh! Ciao! … A Lucaaa… come se chiama la regazza tua? … Raffaella si chiama… Ciao Raffae’… noi andiamo a studia’ … seee! … Tie’, tie’ … mo’ so’ cavoli tua! ... Ci vediamo dopo verso le dieci… scendo io da voi… Ciao…. Ciao! ... Chicca… questa è la trasmissione in diretta… che ne pensi?” – “Mh…” – “Sì, però qui è tutto così… da noi le cose proprio goliardiche si sono perse ma qua la vita degli studenti è questa… almeno quella degli studenti stranieri… dicono che non si riesce mai a dormire… e poi si fanno i gruppetti per lingua… altro che integrazione europea… adesso ti lascio perché mi chiamano al citofono, deve essere lo spagnolo…” – “Ciao Chicco… quando mi richiami?” – “Stasera Chicca, ma non prima delle undici perché da quelli devo scendere alle dieci… “ – “Ciao Chicco! Bacetto bacetto!” – “Ciao Chicca, bacetto bacetto!”…

Che faccio? Ci vado? Ma come posso passare un anno così… qui mi sento peggio che Napoleone in esilio… lui sta lì e si diverte pure… perché, per il tipo che è, lui ci si integra benissimo… e io qui… fessa fessa, a fare la brava mogliettina che aspetta… e intanto lui lì si diverte alle spalle mie… e adesso io mi dovrei rimettere lì con quel maledetto libro di letteratura… tutto perché alla vecchiaccia è passato per la testa di fare pure gli esoneri… ma chi cavolo se le ha inventate queste cose… ma, dico, fatele fare a quelli delle facoltà scientifiche… ma da noi… sì, va be’, devi studiare ma sempre quattro stupidaggini sono … niente… ci mette pure l’esonero ci mette… ma come faccio… io non ce la faccio a studiare così… qua se continuo così, lui lì si fa la bella vita e io qui non faccio nemmeno un esame… e non lo faccio no! Ma come mi posso mettere a pensare a tutte quelle cretinate quando quello sta lì e se la spassa… Uffa! E’ partito ieri e già mi sono stufata… Io ci vado… io mollo tutto e ci vado… che sto a fare qua come una scema? A mamma glielo dico proprio chiaro… tanto dovrebbe pure capire… io glielo dico, io glielo dico sì… ma che ore sono? Sono ancora le sei e mezza e lui mi chiama non prima delle undici… Nooo! Non ne posso più! E poi quel maledetto libro della vecchiaccia… Uffa! … Forza… dai Raffa, fatti coraggio e comincia la tortura… tanto non c’è niente da fare… mh… ma come scrive questa! … Ma non si capisce un cavolo, un periodo lo devi rileggere dieci volte… ma poi tutto arzigogolato… che quella se non è così non sa scrivere… ma che dice! … Io questo libro o brucio! … Sì, lo brucio… che già la mitologia sono solo chiacchiere ma questa fa chiacchiere sulle chiacchiere… ma potevo fare chimica pure io… almeno là ci stavo pure io… e là sono tutti ragazzi… ma io me ne devo stare qua con la vecchiaccia … e no eh! … brava! Schiaffaci un altro bel pezzo in greco così abbiamo proprio capito tutto… perché quella si pensa che noi il greco lo sappiamo… ma io, al ginnasio no, ma al liceo di professoresse di greco ne ho cambiate otto! … Il cimitero degli elefanti! Ma da dove le tiravano fuori… l’ultima sembrava proprio la mummia di Tutankamen … un po’ come la vecchiaccia… perché non si sa chi è più incartapecorita… mannaggia, ma che ore solo… sono solo le sette meno un quarto… no! Basta! Io scappo di casa! … che faccio? Un altro libro… e no! C’è l’esonero della vecchiaccia! … E poi fosse solo lei.. c’ha due assistenti che sono più mummie di lei e le colleghe mie… mamma mia! Una peggio dell’altra! C’è quella che scrive tutto… ha scritto pure che alla vecchiaccia hanno rubato la macchina… io a quella gliel’ho detto: Ma che hai scritto? E lei m’ha detto che l’aveva scritto perché la vecchiaccia aveva fatto un collegamento a non so che cosa… ma che collegamento e collegamento! E poi io la chiamo la vecciaccia… va be’ all’università la chiamo la prof. … ma quelle la chiamano proprio la professoressa, ma proprio scandito bene riempiendosi la bocca, e quando la nominano si sentono in colpa come se avessero nominato il Padre eterno… una volta mi ricordo un atteggiamento dissacratorio di Luca … quant’è stato bello! Una di queste ragazze ha fatto una citazione in latino davanti a Luca ma era una cosa fuori luogo, proprio una cosa stupida che non c’entrava proprio niente… lui l’ha guardata perplesso e lei gli ha detto: Ma questo è latino!… Lui ha fatto una faccia inorridita e ha cominciato a ridere e lei diceva: Sì… è latino, perché? Ma che c’è da ridere? E lui ha risposto che una stupidaggine in latino resta una stupidaggine lo stesso e quella c’è rimasta male… insomma le mie amiche… (ti dico io che attrezzi che sono!) me le mette tutte in crisi… perché quella poi era rimasta con l’idea non di avere detto una stupidaggine ma di avere fatto qualche errore di latino… va be’… che ore sono… mannaggia le sete e mezza… basta! Basta! Avanti con la vecchiaccia! E tutto ad alta voce… Briseide è il patronimico usato da Omero nell'Iliade per Ippodamia, nativa di Lirnesso, figlia di Briseo, sacerdote troiano di Zeus… ma quella quando fa lezione ripete proprio il libro a pappagallo! … Briseide dalle belle “gote” … gote? … mh! Mah! Secondo me quella parola voleva dire altro… ma io devo pensare ad Ippodamia e Luca se la spassa in Francia… Durante la guerra di Troia, Achille la catturò e la prese come schiava, dopo aver ucciso il marito di lei Minete, re di Cilicia… Che stai combinando?… Luca! Che stai combinando? Guai a te se ci provi… povero te! … A sua volta Agamennone catturò la cugina Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo… E no!... E no! Quello là da solo non ce lo posso lasciare… sai… giocando giocando… e sì perché quello gioca… raffigurata su un’anfora attica a figure rosse del 450 a.C. circa dal pittore di Achille… Io lo chiamo subito… poi ci risentiamo alle undici ma io lo chiamo subito… Mannaggia… non è in linea… ma che … basta, basta! Non si può andare avanti così. Non si può andare avanti così… io vado da mamma, sì, io vado da mamma, sto lì fino alle dieci e poi torno a casa… qui, stare ad aspettare così è pazzesco, tanto non concludo nulla… via! Da mamma, da mamma! ... telefono prima… è meglio…. Mannaggia! Mamma non c’è… e io dove vado…

Undici meno cinque… chiamo, chiamo! No! Questa soddisfazione non gliela voglio dare! ... chiamo alle undici in punto… mi prendo un panino e una birra e mi metto davanti al computer… ecco… vai bello! Vai! Ma perché ci mette tutto questo tempo…. Adesso in internet… no! Nooo! Il computer remoto non risponde! E no! Io li denuncio! … Ho pagato il canone… ho pagato sempre e ho pagato tutto e adesso questo catorcio non funziona… “riprova più tardi…”… Io cambio gestore… mannaggia, no! … dai, dai, vai bello, su! … zitto che qualche cosa sta succedendo… apri sito… ma questo va proprio a vapore… mannaggia quanto ci mette… vai! Connetti MSN! …. Ma quanto tempo ci vuole… eccolo… mannaggia non è in linea… e no! Sono passate le undici… sono le undici e venti secondi… lui è sempre puntuale… ma che è successo… ah! Ecco, ecco! Si sta collegando…. C’è! C’è! … “passa subito in video…” invio… “non si può passare in video, la rete è troppo lenta stasera… solo chat scritta” – “Ok… come va?” – “Non un gran che… veramente non un gran che… “ – “Cioè?” – “Qui succedono cose che non mi piacciono per niente… e stavo pensando di tornarmene indietro e di mollare tutto” – “Non scherzare… cerca di essere serio…” – “Sono serissimo… ma stare qua non mi piace per niente… loro nemmeno mi conoscono … mi hanno fatto una proposta che non mi è piaciuta…” – “Che proposta?” – “L’hai capito benissimo…” – “Sesso?” – “No…” – “Ah… be’ ma tu pensi che quelle cose circolino veramente?” – “A che si riferisse la proposta non lo so… forse era solo uno spinello… forse stavano solo tastando il terreno, o forse mi stavano solo prendendo per i fondelli ma comunque stiano le cose stare qua non mi piace… non è un ambiente amichevole vero… è un po’ una mafietta in piccolo… il gruppetto… quelli che hai sentito prima, hanno il loro bar e si va solo lì, hanno il loro ristorantino e si va solo lì e forse non solo quello… non lo so, io penso che potrebbero essere solo un gruppetto di amici molto affiatati e io magari non mi adatto perché vengo da fuori… però non mi piace e poi c’è un’altra cosa che non mi piace, ci sono i capetti e gli altri fanno quello che dicono i capetti… certe cose mi sembrano squallide … anche se quella proposta fosse solo per sfottere sarebbe comunque una cosa di bassissima lega… proprio una cosa da gente grezza… a me questi non mi piacciono… mi sono guardato il regolamento e qui dice che potrei rinunciare, ci rimetterei un po’ di quattrini ma non ne avrei altri danni, con quelli del pensionato se me ne vado pago la penale… ma non la pago se me ne vado per motivi di salute… ma io falsi non ne faccio e la penale la pago… sono 300 euro… ma io glieli do… Chicca, che dici?” – “Ma ci hai pensato bene?” – “Proprio bene no… ma qui un anno con gente così non ci voglio stare… ho chiamato il mio prof. a Roma e gliel’ho detto e lui mi ha detto di mollare tutto… quindi credo che danni sotto quel profilo non ne potrei avere… e poi non voglio stare in mezzo a cose strane… e se la vogliamo dire tutta c’è pure un’altra ragione per non stare qua….” – “E quale sarebbe? …” – “Non hai capito… no?” – “Forse sì, ma dillo tu…” – “Chicca ma come faccio stare qua se tu stai a Roma? Non ci so proprio stare… lì se mi viene in testa di fare un salto lo poso fare, ma qui è come stare in galera… in galera no, ma in esilio… e poi ho provato a dire qualcuna delle mie storielle e mi hanno guardato con un’aria di compatimento come per dire: Ma questo è cretino del tutto? … E sentissi i discorsi che fanno… è tutto un altro tipo di umorismo… ma proprio di un grezzo pauroso… ce ne sarebbero un paio o forse tre più dignitosi e ci si potrebbe pure chiacchierare ma quando arrivano i capi si allineano subito… quando parlano con me sembrano persone civili, quando arriva il capo cambiano natura… secondo me hanno paura e a me queste cose non piacciono affatto… pure lo spagnolo è rimasto sconvolto… adesso penserà che l’Italia è tutta così… gli ho accennato che me ne voglio andare e c’è rimasto malissimo perché non sa chi gi metteranno in camera… se è qualcuno del gruppetto, secondo me non si salva… Chicca… adesso esco a vado alla stazione ma l’orario l’ho già guardato, parto domattina alle 11.15 e arrivo a Roma alle 21.30… passo da te alle dieci e mezza… che dici?” – “Chicco!!! Mi manchi da pazzi! Non vedo l’ora di abbracciarti…” – “Adesso ti lascio e vado alla stazione… poi ti chiamo sul cellulare domattina prima di partire… Ciao Chicca! Bacetto bacetto!” – “Ciao Chicco, bacetto bacetto!”.

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