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Sto scherzando? Sto Giocando? Mi sto divertendo? ... tu sei impazzito da un momento all'altro! ... tu stai giocando col fuoco... tu... tu mi stai prendendo in giro, solo per flirtare con... con.... O Dio mio! Farei meglio a mettermi un tappo in bocca! ... quella... quella... accidenti a te! Ma l'hai trovata una ... una tale... una tale... Farei meglio a trattenere la lingua!... Ti odio! Non sei solo un traditore, un ipocrita, un bastardo... sei pure stupido... niente cervello del tutto! ... E sono così idiota da perdonarti tutto... buttare via i quattrini, farmi sembrare più stupida di quello che sono, fare finta che io sono una strega, una befana, un'arpia di fronte ai tuoi amici... Amici? ... Beoni che puzzano di birra e di sigarette e qualcuno pure di piedi non lavati... Così sono i tuoi amici che pisciano tutto sul pavimento del bagno e sporcano la tazza del cesso con tu sai che cosa... loro non sanno e loro non si preoccupano, tanto c'è la serva per pulite tutto... loro sono sempre sbadati, rilassati, naturali e senza ansia... i tuoi stupidi amici e io non so che cos'altro, perché penso che siano pure pericolosi, violenti, aggressivi e sempre in cerca di risse, con una pessima reputazione di gioco violento... vanno pazzi per le moto potenti, firmano una montagna di cambiali, svendono tutto pur di comprarsi una moto più potente... e tu, povero cocco, tu non ti puoi comprare nemmeno una bicicletta, tu sei stato licenziato, cacciato a pedate perché sei sempre ubriaco, anche al lavoro... e adesso sei diventato matto per il calcio... a sedici anni lo potrei tollerare ma a quaranta è troppo... Tu non sei un bimbo e io non sono una strega... potrai mai pensare a qualcosa di concreto? ... non solo pallone, motociclette, whisky e ragazze... già, giusto! Perché il mio cocco si è innamorato... che comportamento infantile... molto bello! ... il ragazzino si è romanticamente innamorato della bella addormentata... No! tu ti sei trovato la peggiore ragazza del mondo... Accidenti a te! Ma dove l'hai trovata? ... capelli appiccicosi, unghie nere, anello al naso, grassa, scarpe con i tacchi di ferro, tatuata dappertutto: le gote, il collo, le mani, e poi ride sguaiatamente come una vera oca... No! Non posso sopportare tutto questo... non più... te ne devi andare!
- Mammina, tu hai ragione ma io provo a non bere... sì, non ubriacarsi più, niente più motociclette, niente più fumo, niente più amici, tutto quello che vuoi tu... ma la mia piccolina deve essere mia.... mammina, se tu volessi te la porterei qui... mammina, io mi sono innamorato veramente, lo sai che significa?
- Lo so molto bene... purtroppo... tuo padre me ne lo ha insegnato in un modo così convincente... che io il senso dell'essere innamorato l'ho capito benissimo. Lo so molto bene! Tuo padre! Accidenti a lui! Tu sei come tuo padre... proprio uguale...
- Mammina... mi potresti prestare 2.000 dollari?
- 2.000 che?
- 2.000 dollari... lei deve andare dal dottore per un problema...
- O Dio mio, che problema... è incinta?
- No, non credo, penso che sia un altro problema...
- Che problema?
- E' una questione privata e lei si vergogna molto...
- E tu sei molto stupido...
- Le piacerebbe mettersi un piccolo diamante in un dente... io penso che in questo modo potrebbe lanciare i più bei sorrisi del mondo... mammina, solo 2.000 dollari, non un centesimo in più... solo in prestito... io ti restituisco tutto appena prendo la prima paga, te lo prometto, ci puoi scommettere! E poi mi ha chiesto un'altra cosa solo un po' più noiosa... ha chiesto alla banca un prestito perché deve rimettere a posto l'appartamento, mi chiedeva se tu potessi mettere una firma per garanzia...
- O Dio mio! ... No! Come posso sopportare cose del genere... tu sei proprio rimbecillito... no! Faresti meglio ad ubriacarti tutti i giorni, a farti coinvolgere nelle risse e a finire in prigione per un mucchio di anni... ma come è possibile? Tu eri il mio bambino, il mio piccolo bambino biondo... I ho fatto tanti progetti sul tuo futuro... e adesso a quarant'anni tu non riesci nemmeno a capire quello che un ragazzino vedrebbe facilmente... Bimbo mio... no! ...Io ti voglio bene... io non sopporto queste situazioni... no!
- Mammina... ma lei dei 2.00 dollari ne ha proprio bisogno e io te li restituirò in poco tempo...
- 2.000 dollari per ... no! Non ti darò mai 2.000 dollari per questo...
- Mammina, io le ho detto che sei una cara mammina o non lo sei? Ti devo dire un piccolo segreto... i 2.000 dollari glieli ho già dati... è tutto... ma tu non sei una brava mamma... tu non mi vuoi bene... tu pensi solo ai soldi... io me ne sarei andato lontanissimo da questa casa ma non ho soldi e sono costretto a vivere qui con te... tu parli d'more, tu sei solo una stupida donnetta egoista... e io ti odio...
Questa è la storia... O Dio mio... come faccio a tornare a casa? E' impazzito, è proprio impazzito... e adesso dove sto andando? Alla polizia? Alla guardia medica? Alla chiesa? ... Mio figlio è diventato matto... o Dio mio! Che ho fatto di così terribile da meritarmi una simile tortura? Non solo stupido... proprio inconsapevole delle sue azioni... ha rubato 3.000 dollari... tutti i nostri risparmi e poi mi ha minacciato con rabbia, con violenza... e adesso io non ho assolutamente più un soldo, nemmeno per prendere l'autobus o per comprarmi qualcosa da mangiare, mio figlio riempie la madre di paura... lui mi odia ma io non lo odio ... ah! Quella ragazza terribile... accidenti a lei! Che cosa ha fatto a mio figlio? ... Quella ragazza... quella ragazza... forse è come lui ma forse no. Quella ragazza... lei vive vicino al ponte vecchio, vicino a quel caseggiato orribile, come si chiama, lui me l'ha detto: Maria Brown... cercare Maria Brown... devo andare...... devo andarci... è una camminata lunga per arrivare fino a lì e io sono una donna vecchia... Maria Brown... mh... e io sono stanca... sono molto stanca... ma devo andarci. Il ponte... finalmente il ponte... questo fiume è immenso... no ... mai permettere ai cattivi pensieri di entrarti in testa! Vai avanti vecchia Jenny... tu devi andare... qui non c'è niente da decidere c'è tutto da accettare... il terribile caseggiato... solo bidoni di spazzatura, cancelli chiusi, grandi spazi completamente vuoti e poi case in pezzi, macchine vecchie senza sportelli... pneumatici bruciati... una puzza penetrante di plastica bruciata... ma devo andare avanti... C'è qualcuno lì...
- Mi scusi, conosce Maria Brown?
- Fottiti!
Avanti... sempre avanti... probabilmente lì, c'è odore di cavoli, una cosa meno nauseante...
- Conosce Maria Brown?
- Ma quale? Ci sono due Maria Brown... Maria! Qui qualcuno ti cerca...
- Jenny! ... vieni qui... sembri stanca... che diavolo? Che è successo a Max?
- Maria... io... io...
- Stai tranquilla, questo posto è terribile ma nessuno ci sta ammazzando...
- Jenny, Max mi ha detto del diamante da mettere nel tuo dente e di questa casa da restaurare...
- Che ti ha detto? Diamante nel dente? Casa da restaurare? ... Non capisco...
- Tu hai avuto 2.000 dollari da Max...
- No... stai tranquilla non ho avuto nulla, anzi gli ho dato io un po' di soldi, ma proprio pochi perché io quattrini non ne ho per niente...
- Gli hai dato soldi? ... Maria, ti posso chiamare così?
- Certo che puoi...
- Be', credo che sia diventato pazzo...
- Io non credo, io credo che sia un pover'uomo ... niente di più...
- Io ho paura che lui mi possa uccidere...
- Io non credo, probabilmente starà piangendo da qualche parte... alza la voce, urla e trilla... ma poi comincia ad avere pena di se stesso... Siediti Jenny, vuoi un bicchiere d'acqua?
- Sì, grazie...
- Ecco...
- Maria... io stavo andando alla polizia o alla guardia medica per farlo internare in ospedale o mettere in prigione... sono spaventata... non potrò più tornare a casa... mai più, e non ho un soldo per andare in albergo, sono preoccupata, mi sento sola... e penso che lui si senta solo...
- Stai tranquilla, per ora non hai nulla di cui preoccuparti...
- Ma tu Max lo conosci bene?
- Veramente no ... ci siamo incontrati quattro o cinque settimane fa... siamo stati a parlare per ore, siamo stati a parlare di un sacco di cose, anche di te, e credo che ti voglia bene... sì, credo che ti voglia bene... c'è qualcosa che mi tocca profondamente... lui non si riconosce mai come un pover'uomo che ha fallito quasi ogni tentativo di raggiungere i suoi obiettivi... quando passiamo il nostro tempo chiacchierando cerco di dirgli che io sono una povera ragazza che ha fallito in quasi tutto nella sua vita e lui mi guarda e io vedo la sua angoscia nei suoi occhi... quando la vita prende una piega sbagliata, quando ti trovi in una situazione difficile è molto difficile alzarsi da terra...
- E tu, Mary, lo ami? ... ti piacerebbe sposarlo?
- No... non credo... io lo rispetto, in qualche modo lo amo, ma solo in qualche modo, adesso preferisco vivere sola... mettere insieme due situazioni sbagliate non produce qualcosa di meglio... le disillusioni sono una cosa terribile, voglio dire le disillusioni su se stessi, come le mie con me stessa... Per prima cosa deve accettare tutto, poi può cominciare a costruire qualcosa di nuovo... qualcosa di meglio... almeno qualche altra cosa... Jenny... non piangere...
- Sarebbe stato meglio che fosse morto...
- No... Morire non è mai la scelta migliore... devi andare avanti... lui deve andare avanti, non ha importanza quanto il percorso possa essere difficile... Jenny... sembri mia madre... è morta anni fa... era sempre disperata cercando di aiutarmi. Allora stavo in una situazione veramente brutta... droga, ma anche abuso di farmaci... ero proprio persa, ormai ero completamente fuori e lei si disperava cercando di aiutarmi e così via, poi è morta e la mia vita è proprio cambiata. Non l'avrei mai voluta vedere morire, ma alla fine è morta senza nessuno che l'aiutasse se non io e a partire da qual giorno niente più droga, niente più abuso di farmaci e così via, non avevo nessun posto dove andare, nessuno che mi aiutasse proprio come mia madre, ma prima eravamo in due ... e poi sono rimasta sola, disperatamente sola, senza soldi, senza futuro, solo un grande desiderio, una grande speranza di migliorare la mia condizione... Adesso vivo qui, veramente non un gran posto per viverci, ma è così... adesso lavoro... almeno qualche volta, lavoro al mercato... pochi quattrini... Ho incontrato Max al mercato, stava comprando una bottiglia di whisky, solo una bottiglia di whisky di bassa qualità... niente altro ed era vestito con una giacchetta leggera ed eravamo a gennaio... I suoi occhi erano umidi, slavati, proprio come succede ai bevitori abituali. I nostri occhi si sono incontrati e abbiamo scambiato un sorriso, poi se n'è andato, ma uscendo dal mercato, la sera, l'ho trovato lì, come se non stesse aspettando nulla, ma stava aspettando me, non aveva un posto dove andare, almeno così ha detto, e siamo venuti qui, lui era congelato e io non ho scaldabagno e nemmeno riscaldamento... solo qualche cosa da mangiare e ricordo come metteva le mani vicino alla pentola cercando di scaldarle, poi dopo avere mangiato la minestra si è addormentato, io stavo lì a guardarlo mentre dormiva, capelli grassi, una barba di tre o quattro giorni, sembrava molto stressato, quasi vicino al crollo, al collasso... non credo che si drogasse... no ... abbiamo parlato di tutto ma mai di droga, sembrava stanco, debole, esausto, affaticato, ma non per qualcosa in particolare... stanco di vivere, aveva bisogno di riposo e di sonno, ha detto che era stata la stanchezza che lo aveva portato a fare tanti errori. Qualche volta sembrava schiacciato da una improvvisa ondata di stanchezza. Siamo diventati amici, non amanti, solo amici, se c'è qualcosa di diverso... Credo che sia una persona buona... forse ti ha spaventato, ti può avere detto qualcosa di terribile, ma nonostante tutto io non credo che sia una persona cattiva.
- Sì... hai ragione... ma stanotte non posso tornare a casa... sono spaventata... e sono anche preoccupata per lui... preoccupata perché potrebbe pure tentare il suicidio... Mio Dio, no!
- Chiamalo a casa.
- No... non posso, per favore chiamalo tu... lui mi odia, per piacere, chiamalo tu...
- Bene, ma non ho un telefonino...
- C'è il mio... chiamalo...
- ... Nessuna risposta, probabilmente sta da qualche parte... proveremo più tardi... vuoi stare qui stanotte? Ti do il letto mio e io mi sistemo qui...
- Grazie, sì, grazie... ma sono preoccupata per lui, vorrei fare qualcosa per aiutarlo...
- Hai ragione, ma non posiamo fare nulla...
- Ma tu vedi spesso Max?
- Quasi ogni giorno... l'ho visto ieri, ma veramente non so molto del genere di vita che fa... Non gli faccio mai domande... io posso ascoltare quello che lui vuole che io ascolti ma non di più...
- Ma Max crede che tu sia la sua ragazza, mi ha detto che gli piacerebbe portarti a casa... mi ha detto che sarebbe molto contento di sposarti...
- No... forse ti ha detto così... ma noi non ci sposeremo mai... lui deve seguire la sua strada... che non ha nulla a che che fare con lo sposare me... e anch'io devo andare per la mia strada...
- Che strada?
- Questa è una domanda troppo personale...
- Ne hai parlato con Max?
- No...
- Oh... scusami ... io starò qui sul sofà e tu potrai stare tranquilla nel tuo letto... va bene?
- Sì, se tu preferisci...
- ... Ma mi sarebbe piaciuto che tu fossi diventata mia nuora...
- Sarò tua amica come sono amica di Max... non è abbastanza?
- E' abbastanza... in qualche modo è abbastanza... Ma che può fare una madre quando è coinvolta in situazioni terribili?
- Cercheremo di chiamarlo più e più volte... attiva la chiamata automatica... ogni venti minuti... Jenny, mangi qualcosa? Ho appena cucinato i cavoli, c'è un po' di insalata e una piccola pagnotta...
- No, grazie, sono molto stanca e mi piacerebbe buttarmi sul sofà... so che non è una cosa educata ma devo riposare...
- Va bene, Jenny... lì c'è il bagno, se così si può chiamare, domani mattina devo alzarmi alle quattro perché devo andare al lavoro... mi dispiace.
- Grazie, Maria, sei veramente una brava ragazza... Oh... che cos'è? ... Il telefono... il telefono... Pronto!
- Pronto... sono Max, ma dove sei? Sono stato a cercarti per ore...
- Oh... sto con Maria...
- Maria?
- Sì, Maria... è proprio una brava persona... Max... mi dispiace che tu abbia avuto una giornata così difficile...
- No... mi dispiace... per... per... tu lo sai perché...
- Max, c'è Maria qui...
- Max, vieni qui, tua madre è sconvolta e dobbiamo parlare di un sacco di cose... vieni qui...
- Sì, va bene, starò lì, ma ci vogliono 50 minuti per arrivare...
- Max, devi prendere l'autobus... c'è un autobus notturno alle undici, che parte dalla stazione degli autobus di fronte alla stazione ferroviaria.. se esci adesso riesci a prendere l'autobus, ti aspettiamo, ciao Max...
- Come ti senti Jenny?
- Mi sento meglio... adesso mi sento molto bene...
- Sei preoccupata di qualcosa?
- No, adesso no ... adesso sto solo aspettando... solo aspettando... sto cercando di trovare qualcosa da dire perché non so da dove cominciare...
- Jenny, tu devi solo lasciare che le cose vadano da sé, non essere ansiosa, preoccupata o che so io... lascia solo andare le cose da sé... lui è un buon amico... noi ci conosciamo un pochino ma sappiamo leggere l'uno dentro l'altro, c'è qualcosa di comune, qualcosa che ci porta a rispettarci a vicenda...
- E allora perché non ti puoi sposare?
- Jenny, non fare queste domande, lasciaci vivere e scegliere le nostre strade... sì... lo so, ad una madre piacerebbe capire ogni cosa di suo figlio... ma i figli devono andare per la loro strada, non importa quanto le madri siano preoccupare... è una regola generale, a nessuno è concesso di impedire ai figli di andare per la loro strada.. Max farà la sua strada... sono sicura che farà la sua strada... sono sicura...
- Forse hai ragione... sono senza parole... forse tu lo puoi capire molto più di me o lo puoi amare molto più di me.
- No, non credo... io ho un diverso punto di vista e per me è molto più facile capire...
- O Dio, che ore sono?
- Sono le undici e venti... penso che stia per arrivare... altri cinque minuti
- Bene, lui sta venendo qui e io devo stare tranquilla... qualcuno sta bussando alla porta... è arrivato...
- Eccomi... ma che stai facendo qui, mamma?
- Ti stavo cercando...
- Qui?
- Sì, qui, non c'è niente di strano... io e Maria siamo diventate amiche... credo che lei sia veramente un'amica come si deve... non è così?
- Sì, è così... Maria, ma che è successo?
- Niente, era preoccupata per te... è tutto, siediti, Max... dovremo stare qui per tutta la notte perchè il servizio notturno degli autobus è finito... vuoi un po' di cavoli Max?
- In genere non mi piacciono... ma sì... cavoli... mamma... quanto a quei 2.000 dollari non c'è problema, il mio amico mi ha detto che non ne ha più bisogno e per il restauro dell'appartamento è lo stesso...
- Be', meglio, perché non è così facile trovare 2.00 dollari... Max... perché non mi hai detto di Maria... tu hai trovato un'amica così... è veramente una brava persona...
- Max... scusami, ma qui c'è qualcosa che non posso capire... voi state recitando dei ruoli... tutti e due voi, state recitando dei ruoli... no! ... state sbagliando... scusami Jenny, ma è necessario. Max deve sapere la verità, deve sapere tutto. Max tua madre è venuta qui preoccupata per te e completamente spaventata da te... aveva pensato di chiamare la polizia o la guardia medica perché ti mettessero in un ospedale o in galera, era sconvolta, mi ha detto tutto dei 2.000 dollari e dell'appartamento da restaurare... adesso sta sorridendo ma era spaventata, lei ti vuole bene ma tu l'hai stressata tanto che lei non vuole più tornare a casa. Max, il tuo comportamento ti ha fatto sembrare violento e aggressivo, questa è la verità... adesso tua madre non ti sopporta più, la devi rispettare perché ti vuole bene... hai capito Max?
- Ma lei ti odiava, Mary, ti odiava!
- No, ti sbagli, lei è mia amica, sei tu che odi te stesso, tu sei un bugiardo... a te non piace ammettere che hai fallito in una quantità di cose nella tua vita, probabilmente hai fallito in tutto... ma lo devi ammettere è la verità, non c'è nessun bisogno di nasconderla, tu puoi cambiare, tu puoi cambiare solamente se tu vuoi cambiare, se puoi tollerare i tuoi errori... Io ho fatto una quantità di errori ma alla fine ho trovato la mia strada. L'ho trovata perché sono consapevole dei miei sbagli... Max, noi siamo amici... io non ti posso imbrogliare, tu devi cambiare, cambiare radicalmente... hai capito?
- Mi aiuterai?
- Certo... noi siamo amici...
- Lo so che devi andare per la tua strada ma ti devi prendere cura di me, almeno finché non sarò fuori da questo supplizio...
- Non hai nemmeno bisogno di chiedermelo... e ricorda... quella povera donna lì ti vuole bene, è diventata matta per te... tu la devi rispettare perché è amica mia e io gli amici non li abbandono mai qualunque sia il problema... noi tre dobbiamo costruire qualcosa di nuovo, dobbiamo cominciare da capo.
- Non so che fare... mi piacerebbe cominciare da capo ma è difficile, è troppo difficile per me... e cominciare che cosa? Una vita nuova? A quarant'anni? Senza lavoro, senza soldi, assolutamente senza niente... cominciare da capo solo per fare un altro disastro... sì, ho un'amica... forse c'è anche mamma ad aiutarmi... ma ricominciare da capo mi sembra un obiettivo molto strano... La vita è terribile, non credo che sia una cosa da amare, no, è una cosa si cui bisogna avere paura, qualcosa che ti distrugge giorno dopo giorno.. Tu hai parlato di coraggio... di cominciare da capo, sì, cose del genere attirano la mia curiosità ma credo che sia solo una questione di parole, niente di più, niente di simile alla vita reale, assolutamente nulla...
- Forse hai ragione Max... forse hai ragione... ma io sento che tu hai torto... Chiaramente è una tua scelta nessuno ti potrebbe aiutare se tu non ti aiuti da solo... questo è tutto... questo è tutto.
- Ma come posso promettervi qualcosa in cui non credo assolutamente... Come potrei fare una cosa per voi quando non sono capace di farla per me stesso? Devo scegliere? Scegliere?
- No, Max... qui non c'è niente da scegliere, qui c'è solo da accettare. |