Antonio 的个人资料ESSERE IN DUE PER ESSERE...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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2007/4/27 CODICI E MANUALICODICI E MANUALI - ... che c’è stato di speciale? ... probabilmente niente, cioè niente di prefabbricato, di standard... cioè, meglio ancora, niente di scontato da manuale... perché in certe cose i manuali delle giovani marmotte sono pericolosissimi... a noi non è capitato... però è raro, è molto raro... in genere tutti sanno come ci si comporta, cioè tutti seguono il manuale delle giovani marmotte... noi, invece, niente manuale! ... Che ti devo dire, all’inizio non ci credevo nemmeno io... mi chiedevo... ma com’è possibile? Secondo tutti i manuali non doveva funzionare nulla... tutto era contro di noi... ma proprio tutto... e invece no! ... ha funzionato proprio tutto.... mi chiedevo... ma com’è possibile che non ci siano pregiudizi... ma che non ce ne siano proprio? ... E non ce ne sono stati... Ti aspetti che non ci sia nulla da costruire... nella migliore delle ipotesi ti aspetti un discorso educato... magari anche un minimo di rispetto, ma già ti sembra molto... e invece hai sbagliato tutto... cioè, ti chiedi: io qui che ci sto a fare? ... E pensi che tanto non ha senso e che può durare al massimo qualche giorno, se va bene, e ammesso che la cosa parta... e invece no! ... in fondo da me che ti potevi aspettare? ... Secondo me proprio niente... e invece no! Non è stato così per niente... E anch’io... no... cioè io da te potevo aspettarmi qualcosa... almeno all’inizio... e forse qualcosa me l’aspettavo... poi le prospettive sono cambiate, ma sono cambiate quasi subito, proprio questione di giorni... allora pensavo che non avrei potuto aspettarmi assolutamente nulla... e invece no! ... Ho trovato cose che in qualche modo avevo sperato che potessero esistere ma che non pensavo avrei mai trovato... e invece le ho trovate... Quando ti succede è uno sconquasso... devi mettere da parte un modo di pensare e ne devi assumere uno diverso... e non è facile, c’è l’abitudine di mezzo... l’abitudine a schematizzare secondo il famoso manuale delle giovani marmotte... poi ci si guarda negli occhi e il manuale delle giovani marmotte si butta via... senza rimpianti... niente schemi, niente paracadute, nessuno che dica che cosa fare, ci si trova in due che in teoria non dovrebbero avere nulla da dirsi e invece non è così... e dire che si era pure sperimentato prima che con le persone con le quali in teoria ci poteva essere un mondo in comune, in effetti, di comune non c’era proprio nulla... non sono le cose esterne che creano affinità... certe volte l’affinità la scopri dove non ti sarebbe mai venuto in mente di andarla a cercare... il nostro incontro è stato così... ma è stato così fin dalle prime parole... io ho cercato di dire le cose più belle che mi venivano in mente... sempre in relazione alle circostanze, senza eccedere... però cercando di farti sentire la mia presenza... cioè la mia presenza interessata... e tu mi hai risposto esattamente nello stesso modo, sulla stessa lunghezza d’onda... è stato un lampo... e poi chiedersi perché si facciano certe cose, perché si scelga di rischiare... perché in effetti nel manifestare la propria disponibilità c’è un rischio... e il rischio l’abbiamo corso in due, in modo apparentemente diverso ma nella sostanza esattamente simmetrico... perché in certi momenti i ruoli vengono meno del tutto, ci si guarda negli occhi e si trova una risposta di disponibilità affettiva profonda... è una cosa emotivamente coinvolgente... quasi totale... del tutto irrazionale, arrivi a pensare in un attimo che quella persona non la devi perdere, non la puoi perdere, è troppo importante per il senso da dare alla tua vita, è indispensabile per sentire di essere vivi... perché ti rendi conto che la solitudine non esiste più, che ormai si è in due, si è realmente in due... che il come non ha alcuna importanza... perché ormai tutte le regole a priori sono state messe da parte, non si è più divisi da nessuno steccato, di nessun genere... certo, non si condividerà il resto della vita, questo no... non ci saranno progetti totalizzanti da realizzare in comune... no, non ci saranno... ma si sarà comunque veramente in due anche quando gli anni saranno passati, anche quando le vite si saranno divise su strade lontanissime, ma lontanissime solo in un senso limitato. Quanti anni sono passati! ... tanti... tantissimi... ma non si è perso niente, c’è ancora molto da dirsi, anche se sono sempre le stesse cose... Ti ripeterei all’infinto che ti voglio bene... perché so che ti farebbe piacere sentirlo ripetere all’infinito... naturalmente tutto questo senza invadere la tua vita, senza cercare di prendere alcun posto che non mi spetta... che ci sono altri ruoli lo so bene, e so che sono fondamentali... ma questo non è un problema, non è stato mai un problema né dalla parte tua né dalla parte mia... la tua vita, quella che vivi lontano da me, non ti porta via da me... non è mai successo... e anzi sembra quasi il contrario... non c’è mai stato conflitto... francamente non c’è voluto nessuno sforzo per accettare tutto questo... era assolutamente ovvio... tanta gente si chiede se si possa stare bene con due persone contemporaneamente... tanti dicono che è impossibile... ma l’esperienza nostra è la prova evidente del contrario... Due affetti non si scontrano, non si elidono, non si distruggono, non creano conflitto... lo so che c’è gente che storcerebbe il naso... sono quelli del tutto o niente... sono quelli che non si accontentano... ma io in effetti non ho mai nemmeno pensato di accontentarmi e credo nemmeno tu... non so, ma ho avuto l’impressione che per te rinunciare a me sarebbe stato impossibile, come rinunciare all’altra metà della tua vita... sono due cose serie, sono due cose vere... ma perché dovrebbero essere inconciliabili? Perché qualcuno l’ha detto? Perché qualcuno pensa di avere il diritto di dire che cosa è bene e che cosa è male? ... Mi ricordo quanto abbiamo parlato di queste cose... del bene e del male, della morale... cioè della nostra morale alla quale non possiamo rinunciare in nome di nulla e di nessuno... secondo il modo di vedere comune avremmo dovuto aspettarci conflitti violenti, incomprensioni, angosce... ecc. ecc. , ma non c’è mai stato nulla di simile... nessuna falsità... mai... io ti dico tutto quello che pensi e tu fai lo stesso con me... senza paura assolutamente senza paura di sentirsi giudicare... un confronto totale... altro che manuale delle giovani marmotte... se avessimo pensato di dare retta a chi diceva di saperla più lunga di noi avremmo perso la metà della vita... anzi tu forse ne avresti perso la metà... io l’avrei persa del tutto... e in effetti l’occasione nella vita è tutto... l’occasione è casuale e spesso è unica... e noi ci siamo conosciuti così... per caso... o meglio per errore... un errore in un tabulato ci ha portato a lavorare insieme... benedetti siamo gli errori... se portano a risultati simili... da che cosa dipende la vita! Tu cerchi di costruire tutto, di preventivare tutto... ma non puoi costruire l’essenziale... l’essenziale non è pianificabile, non dipende da te, non è questione di calcolo o di intelligenza... solamente di fortuna... stare al posto giusto nel momento giusto.. o come nel nostro caso stare al posto sbagliato nel momento giusto... e incontrare la persona giusta... se accade, il resto si può pure mettere del tutto tra parentesi... se non accade si aspetta e si può aspettare tutta la vita... oppure ci si accontenta... e si procede col manuale delle giovani marmotte... vedi tu da che cosa dipende la vita... dal caso, da un errore... il tutto che dipende dal nulla... certo è un bel meccanismo... la vita a caso... ma qualche volta va bene... sì qualche volta va bene... che pensi? ... Dimmi che pensi... - ... E che penso? ... - Va bene... mi basta quel sorriso... c’è tutto in quel sorriso... e poi hai fatto sempre parlare me... hai l’arte del tacere... e allora io non resisto e comincio a parlare senza trattenermi più... e dico tutte le cose più belle che mi vengono in testa... e le dico senza fermarmi, magari con troppe parole... ma in fondo tu lo sai che i concetti sono veri... e poi, dai, lo so benissimo che ti piace sentirti dire un po’ di cose belle, penso che ti faccia lo stesso effetto che fa a me vederti sorridere... sai una cosa? ... adesso a ripensarci mi viene più chiaramente in mente ma è una cosa importante... io non ti ho mai detto di non dire nulla di noi ma tu l’hai fatto senza che nessuno te lo dicesse... cioè tu hai fatto istintivamente lo stesso tipo di scelta che ho fatto io, la cosa è venuta automatica... nessuna ragione per rendere la cosa di dominio sociale... stare bene tra noi e mettere il mondo fuori della porta, almeno per un po’... il mondo degli altri non ci interessava... non è mai stato un problema per noi... ma perché qualcuno deve sostenere che essere in due ha una dimensione anche sociale? ... Non è vero... almeno per noi non è stato vero e non è vero nemmeno adesso... gli altri? Ma chi sono gli altri? Brave persone... tanto di cappello... ma sono altri... e poi gli altri sono un contorno che cambia... abbiamo finito per dividerci di nuovo, non abbiamo più lavorato nello stesso ufficio... altri colleghi, per te e per me... altri cosidetti amici... per carità, non lo dico con ironia, ripeto, bravissime persone ma come ce ne possono essere tante... magari ti darebbero anche una mano in caso di necessità... e pure noi a loro... ma con noi non c’entrano niente, la dimensione nostra è nostra, è privata, assolutamente privata... perché sorridi? - Sto pensando che stiamo qui a chiacchierare in macchina come vent’anni fa... praticamente non è cambiato niente... almeno, tra noi, non è cambiato niente... io ho anche un’altra vita... ma questa mia vita, questa mia vita con te non è cambiata affatto... starti a sentire mi piaceva allora e mi piace anche adesso, mi dai sicurezza... in fondo è stata questa la cosa che più mi mancava e che ho avuto da te... ancora adesso è così... ho bisogno di una sicurezza emotiva e quando sto con te posso parlare di tutto... io parlo poco, ma so che quando ho qualcosa da dire tu mi ascolti, cerchi di capire... mi posso permettere di dire qualunque cosa... Ti ricordi quel 16 di agosto al mare? Io e te... alle quattro di pomeriggio in un ristorante ormai deserto, un caldo terribile... un pranzo terribile... quello che era rimasto dopo l’assalto ferragostano... e poi seduti sugli scalini a raccontarci le nostre storie... in fondo la tua credevo di saperla... ma volevo esser la prima persona importante nella tua vita... non era così... ma avevo l’impressione che le altre tue storie fossero in fondo sempre la stessa storia, cioè che fossero un po’ altre edizioni precedenti di quella che stavamo vivendo noi... sapere che queste cose non erano finite ma continuavano ancora non mi fatto alcun effetto negativo, l’avrei quasi dato per scontato... per te, in fondo, le storie passate non possono esistere... perché non si può smettere di voler bene a una persona... quindi nessun disagio... anzi, pensavo che se te ne fosse capitata un’altra dopo la nostra, non sarebbe finita nemmeno la nostra e la cosa mi faceva stare bene... a certa gente sembrerebbe assurdo... va be’... ma quelli non possono capire... però chi lo sa... magari qualcuno che potrebbe capire c’è... - Forse sì... non è del tutto improbabile... in fondo penso una cosa... non so che cosa ne puoi pensare tu... ma alla fine mi sembra una cosa confermata dall’esperienza... voglio dire che molte persone... non tutte, per carità, hanno due diversi modelli di comportamento, uno pubblico e uno privato... se guardi da fuori vedi tutte personcine ben allineate, che seguono a menadito il manuale delle giovani marmotte... perché questo è una necessità sociale... poi, se vedi le stesse persone in dimensione privata... meglio, se “vedessi” (perché non si vedono) le stesse persone in dimensione privata ti renderesti conto che i comportamenti sono molto diversi... di fuori si vive una vita omologata al 100%... poi, realmente, i comportamenti sono molto più liberi e soprattutto i pregiudizi sono molti di meno... il branco insegna le regole esterne e quelle devono essere accettare per forza... poi da vicino le persone possono apparire in tutt’altra luce... - Questo è possibile, anzi probabile, ma è pure possibile che non si affatto così... voglio dire che può succedere a qualcuno, ma solo a qualcuno... cioè su una cosa del genere non ci farei conto... il gioco mi sembrerebbe troppo pericoloso... - Mi sa che hai ragione... questa è un’altra cosa che mi ha sempre colpito... io chiacchiero, chiacchiero, ma sempre e solo su cose teoriche e tu mi lasci parlare... poi tu vai al concreto e in genere ci becchi sempre... io conosco solo le chiacchiere tu conosci la vita reale... - In qualche modo la fiuto... le persone che non mi piacciono le sento a naso... ormai ho delle antenne speciali che mi permettono di capire subito come stanno le cose... troppe chiacchiere mi puzzano di falso... - E le mie allora? - Ma quali? ... tu di chiacchiere non ne fai mai... quando ci vediamo tu fai una cosa sola... - Che cosa? - Continui a ripetermi che mi vuoi bene e non sono chiacchiere, non lo sono affatto... me le hai dette mille volte queste cose... però mi piace risentirle...e scusa... quando qualcuno ti dice: ti voglio bene... tu che fai? Gli dici basta! falla finita! ... No! Tu insisti... per forza.... e poi tu non fai chiacchiere, hai fatto tutto quello che potevi per me e sapessi certe volte quanto queste cose sono state fondamentali... ma io l’ho sempre saputo che sono cose fondamentali, non ho mai cercato di negarlo, sarebbe una cosa stupida... negare la realtà... in nome di che? ... e a giudicare dai risultati errori non ne ho commessi... o forse sì... ma tanto tu me li hai perdonati tutti... e poi, scusa, ma le bugie a chi le dovevo dire? Dirle agli altri è una cosa ma dirle a se stessi è una cosa molto diversa... perché poi, dirle a me o dirle a te sarebbe stata esattamente la stessa cosa... poi sai qual’è stata un’altra cosa bella? - Quale? - Quella di non avere segreti... insomma quando puoi parlare e puoi dire tutto quello che ti passa per la mente, provi proprio un senso profondo di liberazione, di libertà... tu pensa se tutto il mondo potesse essere così... va be’, lo so che non si può... però, almeno tra noi... e dimmi che è poco! E poi ormai, a forza di dirsi tutto, non c’è più niente da dire e alla fine si potrebbe pure stare in silenzio... mi ricordo una domenica mattina... mi hai accompagnato da qualche parte ma era preso... troppo presto e siamo stati ad aspettare in macchina, con la macchina parcheggiata di fronte al sole che stava sorgendo, prima faceva freddo, poi, piano piano è arrivato quel po’ di tepore... non abbiamo detto una parola... ma non c’era niente da dire... perché tra noi in realtà non c’è molto da dire, basta stare in silenzio e noi stavamo in silenzio, un raggio di sole e stare in silenzio così, non c’è nemmeno bisogno di toccarsi per sentire che c’è l’altro... si sentiva lo stesso, è come se la presenza invadesse l’aria, una cosa bella, rassicurante, senza nessun bisogno di parole... in fondo chi accetta di starti vicino in silenzio ti accetta in un altro modo... qualcuno direbbe che è un modo stupido... non è da manuale, ma è bello proprio perché non è da manuale, si stava a occhi chiusi, ogni tanto uno sguardo all’orologio della macchina... sapevo a che ora dovevo scendere... nessun problema di distacchi o di cose del genere... ci saremmo solo detti ciao, come sempre evitando perfino di darci un appuntamento, in modo che non ci fosse nemmeno l’ombra di una costrizione, c’era un accordo tacito... ci vediamo quando vuoi era la nostra formula... strana formula... ma nostra... poi ti salutavo facendo cenno con la mano , senza dire nemmeno una parola e scendevo, tu facevi manovra per uscire dal parcheggio e andavi via... e continuavamo a salutarci con la mano finché non avevi girato l’angolo e tu lo facevi con i gesti più larghi possibile... poi io cominciavo la mia giornata, quella ordinaria, in cui tu, in un certo senso, non c’entravi affatto... e invece c’entravi eccome, mi tornavi in mente tante volte e sempre in modo positivo... qualche incomprensione l’abbiamo avuta, anche dura, ma non ho mai avuto l’impressione che il nostro rapporto si potesse rovinare per queste ragioni... in fondo lo sapevo benissimo che non sarebbe mai accaduto, in fondo tu avevi delle ragioni teoricamente molto più forti delle mie per restare con me... a questo fatto ho pensato tante volte... all’inizio mi sembrava un ragionamento sensato, poi, piano piano, ho cominciato a pendere le distanze da cose del genere, perché io le mie ragioni le avevo eccome, altre solo fino a un certo punto... pur di non perderti avrei fatto qualunque cosa ma sapevo che non me l’avresti mai chiesto, certe volte ho provato a chiedermi: Se succede che fai? ... Per un verso mi dicevo che avrei fatto qualunque cosa per non farti andare via, ma per l’altro avevo la certezza interiore che non avresti mai usato forme di insistenza o di forzatura se non a mio vantaggio e di questo avevo una certezza profonda... e in effetti è sempre stato così... hai finito per cedere in ogni situazione... - No... no, no, non è così, qui ti sbagli... ma scusa ma tu pensi che ci possa essere una cosa più bella che vedere la felicità della persona che si ama? ... Perché quando ci si vuole bene non si pensa più a sé... cioè, non è nemmeno vero... si pensa a sé... ma l’egoismo non lo senti più... se ti voglio bene non devo frapporre nessun ostacolo alla tua felicità... che non distrugge la mia, ma la rafforza e i fatti ci hanno dato ragione. Andare per la propria strada non vuol dire tradire, vuol dire solo andare per la propria strada e nel creare impedimenti alla persona che si ama ci si può sentire solo egoisti... ma scusa... ma volersi bene è possessività? Dimmelo tu... e io non dico amare o essere innamorati... non lo so, può darsi che la possessività lì qualcosa c’entri... ma per noi era tutta un’altra cosa... - Sai, anche la possessività fa parte del codice delle giovani marmotte... come fai ad essere innamorato se non vuoi quella persona tutta per te? ... Se succede vuol dire che l’amore non c’è... non solo è un teorema assurdo, perché non è vero, ma capovolge le cose: la possessività non è amore, è egoismo... e basta... - Però, scusa la domanda brutale... ma se avessi dovuto in qualche modo limitare la mia libertà, anche solo insistendo a parole per ottenere da me quello che volevi tu... l’avresti fatto? - No, credo di no... non lo so, forse l’avrei fatto... onestamente non mi è capitata una cosa simile e non posso dire che comportamento avrei seguito se mi fosse capitata... se dicessi che non avrei neanche insistito forse sarebbe un’affermazione troppo radicale e poco realistica... anzi penso che avrei insistito... - Però non l’hai fatto... nella sostanza non l’hai fatto mai... - Sì però... non sono solo buoni sentimenti, c’era anche una buona dose di paura, di paura che tu te ne andassi... è meno nobile, lo so, ma è più vero... in qualche modo tu potevi avere la certezza che io non me ne sarei andato, perché, come dici tu, io avevo una motivazione più forte, ma io di questo ero consapevole e la paura di insistere troppo l’ho avuta eccome... è meschino tutto questo perché in fondo è egoistico... però è così... non mi dare meriti che non ho... la paura c’era, c’era eccome, e che c’era una disssimmetria di fondo lo sapevo benissimo; la motivazione di fondo di tanti miei comportamenti in effetti è quella... solamente quella. - Forse hai ragione, ma forse hai ragione solo fino ad un certo punto... perché te l’ho detto anche anni fa... eravamo entrambi consapevoli che un limite ci doveva essere ma su dove fissare questo limite in effetti non avevamo idee simili... io ho sempre pensato che tu avresti potuto prenderti molte più libertà nei miei riguardi, cioè che avresti potuto vivere in modo molto più spontaneo e libero ma tu non l’hai mai fatto e la cosa a me è mancata... certe volte stavi talmente sulle tue che mi sembrava quasi che mi stessi rifiutando... quando succedeva, e le prime volte è successo, ci rimanevo malissimo, mi sembrava che mi stessi respingendo, che non ne volessi sapere più niente di me... in quei momenti mi veniva un senso di disperazione, avrei fatto qualsiasi cosa per non farti andar via, anche a costo di pentirmene dopo, ma sembrava che non te ne importasse niente, poi vedevo che, anche quando si arrivava al limite, alla fine si tornava indietro, il linguaggio cambiava... cioè, meglio, i silenzi finivano e si ricominciava a parlare... allora recuperavo un po’ di serenità... quante volte mi hai visto piangere... ma non di rabbia... no... proprio di disperazione, con te riuscivo a piangere, ma solo con te... tu mi passavi un fazzolettino di carta, poi, quando vedevi che il peggio era passato mi dicevi: Ti voglio bene... la vuoi una tazza di tè? E si andava insieme in cucina a preparare il tè... noi non siamo mai andati insieme al cinema o in posti del genere... solo al supermercato... insieme al supermercato siamo andati tante volte... il carrello lo portavo io... l’ho sempre portato io... la gente ci guardava e non notava nulla... io te lo dicevo: Qui nessuno si accorge di nulla! ... Tu mi guardavi con aria complice e dicevi: Meglio così! ... qualche mattina si andava a fare colazione al bar... cappuccino e coretto caldo... ma era un rito... una cosa che non doveva mancare... Insomma tu dici che avevi paura di perdermi... ma pensa un po’! Come è strana la vita... poi alla fine ho cominciato a ragionare un po’ anche col tuo cervello e le certe tue ritrosie non mi sembravano più incomprensibili, dal tuo punto di vista erano cose pensate e volute per lasciare a me la strada totalmente libera... praticamente che potessero esistere modi di ragionare di questo genere io non lo sapevo neppure, erano talmente lontani dal manuale delle giovani marmotte che c’ho messo tempo per capirle... però poi le ho capite e nonostante quello che dici tu e qualunque sia la ragione, tu forzature non ne hai mai fatte, forse qualche insistenza c’è stata o qualche distinguo un po’ troppo marcato ma tu non hai mai usato la tua arma più terribile... cioè tu non hai mai minacciato di andartene via, almeno non lo hai mai fatto seriamente, o io non l’ho mai percepita come una minaccia reale... proprio mai... in fondo tu puoi dire quello che vuoi ma se quando puoi andartene non te ne vai, quello che dici non conta... si sente che sono solo parole... in fondo tu sai che puoi fare una forzatura pesante ma non la fai mai... quando poteva sembrare che ci fosse aria di rottura, la prima cosa che mettevi in evidenza era che non avevi nessun intenzione di andartene... ed era l’unica cosa che io volevo sentire, detto quello, tu potevi dire tutto quello che volevi... io ormai la mia certezza l’avevo raggiunta... cioè avevo raggiunto l’ennesima conferma di quello che sapevo già... e poi tu ti fidavi di me... - E ci mancherebbe altro! ... onestamente l’idea che mi potessi mettere in situazioni difficili non l’ho mai avuta... proprio mai... era un fidarsi nel senso di affidamento totale, fidarsi come ci si fida di se stessi... non avevo l’dea che avresti mantenuto il segreto assoluto... questo pensavo che potesse non accadere e l’idea non mi creava particolari problemi perché c’era una certezza di fondo, che se anche tu avessi parlato di me non l’avresti mai fatto con superficialità, lo avresti fatto solo con le persone giuste e solo per un motivo serio e questo mi bastava, cioè l’avresti fatto come l’avrei fatto io... con lo stesso tipo di cautele... e poi amare una persona e non fidarsene non è possibile... Che ore sono? ... E tardi? ... Non fare complimenti... ti prego... - Complimenti non ne faccio... abbiamo più o meno un altro quarto d’ora... ti volevo dire una cosa: vado in Germania per 15 giorni con la mia famiglia... che dici? Te la mando una cartolina? - Certo che me la mandi... e i ragazzi come stanno? - Piano piano si stanno facendo grandi e mi chiedono sempre di te, specialmente il grande, vuole sapere quando vieni a casa... quando torniamo dalla Germania devi venire a cena da noi... che ti faccio le fettuccine con i funghi porcini e poi quando vieni a casa ci fai piacere, io coi ragazzi parlo spesso di te e loro mi chiedono tante cose... e pure noi parliamo tante volte di loro... insomma qui tu fai parte della famiglia... non fare quella faccia perplessa, lo sai benissimo che è così, ce l’hai eccome un senso e non solo per me pure per loro... sai che facciamo adesso? ... Ce ne stiamo dieci minuti in silenzio e poi me ne vado... come tanti anni fa... che dici? - Certo, come tanti anni fa... che cosa strane succedono... tu pensa... se fossimo rimasti al manuale della giovani marmotte! 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://esserein2.spaces.live.com/blog/cns!D0422B323B467F33!699.trak 引用此项的网络日志
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