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日志


2007/7/6

NON STO PARLANDO DI TE

NON STO PARLANDO DI TE

La cosa essenziale? ... per me? ... mh... soprattutto non esagerare... e sì... magari mi piacerebbe  molto, invece, avere meno limitazioni... ma se i limiti esistono e si sentono vuol dire che sono indispensabili... non lo so, per esempio, c’è un limite a quello che si può mangiare... il troppo fa male... così nel bere e così in tutto... anche nella vita affettiva... meglio a piccoli passi... si sta bene insieme quando non si sta troppo insieme... perché mi guardi così? ... Ti suona strano eh? ... va be’, lo so che sembra strano... il modello delle cose travolgenti sembra quello vincente... ma in fondo che cosa ti porta a dare valore a una persona se non il fatto che ti manca... e allora se quella persona sta sempre lì... come fa a mancarti? Non puoi desiderare veramente le persone che vedi tutti i giorni... Lo so che anche questo ti sembra assurdo, in effetti sembra assurdo anche a me, sembra l’ennesimo teorema sugli spazi a 5 dimensioni... certo, sono discorsi teorici... però, in effetti, troppa presenza vuol dire presenza invadente... e poi non è detto che si debba stare insieme per amore travolgente... ci sono tante altre ragioni, e pure ragioni serie... non dico nemmeno che non siamo amore, solo che sono amore “non travolgente”... insomma una cosa gradevole, ma non il tutto o nulla che si dice... Anche fare il discorso tutto teorico sul come potrebbe essere è molto astratto... le mezze misure, in effetti, contano... sono la vera regola di certe cose... se mi trovassi in un’altra condizione... che ne so, forse potrei anche ragionare in un altro modo... ognuno in effetti si fa la sua filosofia personale, propria, a suo uso e consumo, e poi pensa di poterla esportare agli altri... ma io penso che la mezza misura sia la regola... non si dice... è ovvio che non si dice... sembra quasi una vergogna parlare di cose non eccelse... chissà perché poi... e poi, scusa, anche quando ti prendi una cotta, mettiamo pure una cotta brutta... non puoi mica sperare nella simmetria della cosa... la cotta è la tua... solo la tua... le cotte a due, quelle reciproche, se ci sono, sono rarissime... ma torniamo al punto... se la cotta te la sei presa... o te la tieni per te e basta... cosa che in genere non piace a nessuno, o cerchi di darle un seguito... quale non dipende da te... puoi trovare dall’altra parte un entusiasmo assoluto, almeno in teoria, in questo caso il senso del limite si può anche mettere da parte, ma puoi trovare anche risposte molto diverse. Se ti trovi davanti ad un rifiuto radicale, ammesso che sia realmente tale, il problema si risolve da sé... ma se ti capitano della risposte interlocutorie... delle cose che non capisci bene che cosa significhino... diciamo così degli entusiasmi freddi o delle freddezze che non sono veramente tali... che cosa fai? Ti dichiari al 100% o aspetti, cerchi di esplorare il terreno, di capire meglio... in sostanza aspetti per capire che cosa può maturare da sé, perché esistono rapporti che ci mettono anni, anche molti, a diventare cose veramente importanti... per tutto questo tempo almeno, la mezza misura regna... la regola ovvia è tenersi preparati... ma poi che altro puoi fare? ... Ma perché mi guardi in quel modo... non sto parlando di te... cioè forse non sto parlando di te... ma forse sì... ormai a questo livello ci siamo, però se sto parlando di te o no lo devi capire da te... e sì... un po’ di partecipazione ce la devi mettere... mica posso fare tutto io... Mi guardi con aria interrogativa come per dire: Ma che stai dicendo? ... E invece, secondo me tu lo sai benissimo quello che sto dicendo... benissimo no, diciamo bene... insomma, magari a metà, ma più o meno hai capito... e sì... secondo me hai capito... vado avanti, vado avanti... Che ne so se sto parlando di te... questo dipende da te... però c’è una cosa che non capisco nelle cose che fai... sì, sì, te lo dico... è il fatto che usi troppi aggettivi e pochi sostantivi... aspetta, non ridere! Un momento... un senso c’è... tu sottolinei sempre... insomma: o bianco o nero, o tutto o nulla... e la mediocrità dove la metti? Anche a me, in fondo, dici cose bellissime... mi fanno piacere eh... certo, a chi non farebbe piacere sentirsi dire certe cose... però mi sembrano eccessive... scusa, non è un’offesa, voglio dire che tra le parole e i fatti c’è una certa differenza... quello che fai nei miei confronti lo apprezzo molto, ma lo apprezzo per quello che è, cioè lo apprezzo nella sua dimensione relativa, bella, per carità, ma relativa... invece le cose che dici sono assolute... ma perché abusi delle parole? Cioè perché non dici semplicemente le cose come stanno... sono cose belle ma in modo relativo... allora si deve dire che sono cose belle ma in modo relativo... dire che sono cose sublimi può sembrare meglio... ma chi ascolta, se ha la possibilità di valutare, alla fine resta perplesso e si chiede se le parole debbano servire a riempire dei vuoti... cioè siano un bla bla... che serve ad anestetizzare... come se un rapporto di valore “relativo” fosse una cosa da poco... Insomma se si fanno i paragoni col mondo dei sogni ci si resta male... quindi meno bla bla... Dai, su, non fare quella faccia! E’ solo la verità, è una verità che a me sta bene com’è... non c’è bisogno di truccarla... quella è un’altra cosa che non ho mai capito... ma a che servono i cosmetici? A settant’anni lo posso pure capire... ma a venti, a trenta? Eppure se ne vendono a tonnellate... Tu dici che è solo un gioco... va be’... messa così si può pure accettare... E adesso vado all’altra questione stupida... quella delle attese... sono una quindicina di giorni che vado a vedere la posta ogni cinque minuti... no no, non per vedere se c’era posta tua... forse... insomma vai lì, fai una fatica del diavolo per aprire tutto... poi vai alla posta e non trovi niente... e allora che ci rivai a fare? ... Dico io... ritornaci domani! ... ma la stupidità è tutta lì... la mezza misura va accettata... cercare di trasformarla in una misura intera significa distruggerla... e invece apro la posta ogni mezz’ora... ma per cercare che? Questa è una delle tante forme della mia stupidità... perché poi, che non c’è niente da spettare lo so benissimo, come so benissimo che quello che ho è molto... moltissimo... in modo relativo, certo, ma è molto... insomma la mezza misura è una misura seria, al 50%... se è veramente un 50% può anche bastare... tanti che sembrano avere ottenuto proprio quello che volevano poi bisognerebbe vederlo da vicino quello che hanno ottenuto veramente... e lì credo proprio che ci sarebbe da ridere... Non fare quelle smorfie... non sto parlando di te... ho aspettato pure te, va bene, è ovvio, ma non ho aspettato mica solo te... eh! Sapessi! ... Non dico per vantarmi, anzi! Se tu sapessi certe cose sghignazzeresti per ore e mi pianteresti in asso pure per l’altro 50%... non fare la faccia curiosa... tanto non te lo dico! ... Niente... non c’è trippa per gatti! ... Queste sono cose mie! ... ma dove sta scritto che due che stanno insieme al 50% si devono dire tutto? Si devono dire le cose al 50%... per forza... e poi l’altro 50% lo so io a chi lo dico... e a te non te lo dico! E se no la privacy dov’è? ... Certo che se queste cose te le avessi dette in faccia adesso sarebbe finito pure il 50%... ma io faccio sempre così... parlo al muro! Mi fa comodo se non mi rispondi... mi posso immaginare quello che succederebbe se tu stessi qui adesso... lasciamo perdere va’... e io continuo a farneticare... le prediche le faccio alle fotografie... Bello! Proprio un esempio di imbecillità... così certo che me lo posso permettere un po’ di sfogo... per il resto non c’è molto da fare... Ma che cavolo starà facendo adesso... chi lo sa... magari è a spasso con... con chi? Non lo so proprio... e a fare che? ... e qui il problema si fa ancora più delicato... e perché non sta qua con me? ... perché? ... diciamolo, va, diciamolo... perché di me non gliene frega niente! Adesso l’ho detto... ma tanto non cambia assolutamente niente, questo è solo un problema mio... avevo visto un film una volta di una donna che affittava una camera... poi si era innamorata del pensionante e ci aveva costruito sopra tutta una storia che non finiva più... ma una storia mentale sua... niente altro... il pensionante era un signore gentile che non aveva capito nulla... insomma la ragazza fa tutto da sé... si innamora, si sente tradita, interpreta ogni minimo gesto a modo suo... poi, quando il pensionante non c’è, mette la testa nel forno per ammazzarsi col gas... poi però ha un momento di resipiscenza... chiude il rubinetto del gas, apre la finestra per fare uscire il gas... poi entra nella stanza del pensionante e butta per le scale tutto quello che c’era, valigie, libri, tutto, poi se ne va dal parrucchiere, quando torna vede il pensionante che sta bestemmiando contro di lei... lei è soddisfatta di averlo punito in quel modo e lui la vorrebbe strozzare e pensa che sia pazza... chissà perché questo film mi è piaciuto tanto... ma io lo so il perché... perché una mezza intenzione di buttare tutto dalle scale l’ho anche avuta... dico mezza idea perché noi conviviamo al 50% perché se no avrei già buttato tutto di sotto...  E’ che poi non lo puoi fare... ma lo pensi... e sì, lo pensi, non c’è niente da fare, lo pensi... Mannaggia! ... Dove stai adesso? Che stai combinando? ... Questa sarebbe la gelosia... eh! Dove stiamo andando a finire... Devo andare a dormire... la devo fare finita con tutte queste stupidaggini... e invece aspetto... che comportamento da imbecille! ... Però vorrei veramente sapere quello che stai combinando adesso... e sì... lo vorrei sapere proprio... ma tanto non te lo posso nemmeno chiedere... e a chi lo chiedo? Lo chiedo al muro? Il tuo telefonino, la tua e-mail... mi sa che io butto tutto e metto la testa nel forno... no! Butto tutto e basta! ... e poi che faccio? Me ne vado in giro al centro... così tanto per vedere le vetrine... tanto per ammazzare il tempo... almeno quello lo posso ammazzare! ... poi magari tu torni a casa proprio quando io sto in giro... e no! ... ma perché no? ... Invece sì! Ci vorrebbe proprio! Sto a spasso... la cena, se la vuoi te la prepari e sì eh... non è mica una vendetta... è solo giusto... una volta aspetti pure tu! Ma scusa, perché tu no? Ma che c’hai di speciale? Una volta una soddisfazione me la potrei prendere anch’io... e sarebbe ora! ... ma tu l’hai mai notato che esisto? ... sì, forse, ... ma soprattutto, forse, non hai mai notato che la casa è in ordine, che quando torni a casa trovi il pranzo pronto, che quando stai qui si parla solo di me e mai di me, queste cose forse non le hai notate.. in fondo ti sono sempre sembrate cose assolutamente naturali come il fatto che sui prati cresce l’erba... una specie di magia ovvia... però forse l’hai capito perché succedono certe cose... quando mi dici tutte le cose belle che mi sai dire tu... allora penso che possano non essere del tutto retoriche... cioè forse, un po’ almeno, ti accorgi anche che esisto... poi ci sono tante altre cose, tante altre attrazioni di tutti i generi... che all’apparenza almeno ti assorbono al 100%... ma forse non è esattamente così... pretendere di capire quello che stai cercando è difficile, probabilmente non lo sai nemmeno tu, anzi certamente non lo sai nemmeno tu... in fondo che cosa sono per te... una certezza, ecco, questo sì, una persona sulla quale puoi contare... e lo sai... una cosa del genere è poco? ... Vista dal mio punto di vista forse è poco... ma dal punto di vista tuo forse è di più di quello che penso io... dico forse perché non lo so... in fondo essere una certezza non è poco... in un certo senso è essere una cosa tra le tante, non l’unica, ma in un altro senso è la base della tranquillità... una persona con cui parlare, se vuoi parlare, ma una persona che non si impiccia dei fatti tuoi se non hai voglia di parlare, una persona che ti lascia una libertà... che non pretende nulla da te se non un minimo di onestà di fondo... in effetti io non voglio essere niente di diverso... tutto sommato, sì, in qualche modo vorrei un coinvolgimento più forte, ma forse sono solo fantasie... perché se volessi qualche altra cosa potrei andare a cercarla da qualche altra parte... e invece non ci vado, ... e perché non ci vado? ... Per pigrizia? ... Mah! Forse... o forse perché realmente non vado cercando niente di diverso... quello che ho è vero... se c’è una cosa in cui non ho proprio nulla da rimproverarti è la sincerità... non mi racconti tutto, e lo posso capire, ma quando dici una cosa è quella... e quindi penso che siano vere anche le cose belle che mi dici ogni tanto... sono cose un po’ retoriche, ma dette da te sono meno retoriche... Però, certo, stare ad aspettare e non sapere che cosa, non è nemmeno facile. Ieri era venerdì, arrivo a casa alle sette di sera e che cosa mi trovo? ... un bel bigletto... “Weekend fuori con gli amici, ci vediamo domenica sera.” ... Prima reazione: “Ma vai... “, tipo: adesso butto tutte le cose sue dalle scale! ... Poi, come al solito, pausa di riflessione... ora di meditazione, sonnellino stravolto sul letto... poi al risveglio propositi di buona volontà... aspettare... tanto sono solo due giorni... gli unici due giorni che si potevano passare insieme... però sono solo due giorni... e va bene! Che si fa? ... Come al solito si tira avanti! ... E allora che faccio? Metto a posto la  casa, stiro la biancheria, faccio il bucato... ci sono sempre tante cose da fare! Io non ho mai il problema di come passare il tempo... Poi giro per casa, avanti e indietro e mi viene una rabbia dentro che butterei tutto per aria... e mi dico: Ma che ci sto a fare qui... i panni, se li vuole stirati, se li stira da sé... e così tutto il resto... Ma scusa... tu mi dici ciao ciao e te ne vai per  cavoli tuoi e io devo stare qui a casa a lavare e a stirare? E no! Ci deve essere una parità... se tu fai il comodo tuo io faccio il comodo mio! ... ma qual’è il comodo mio? ... questo ancora lo devo capire... però, che rabbia che fanno queste situazioni... e poi io mi ci vado proprio a cacciare... l’ho voluta io una cosa del genere... e l’ho voluta in modo molto determinato, come se avessi trovato la svolta della vita... e poi, vedi un po’ dove siamo andati a finire! Che differenza c’è tra le chiacchiere e la realtà! ... Non posso dire che non lo sapevo... me l’aveva detto in tutti i modi possibili... ma io l’ho voluto fare lo stesso... e non solo me l’aveva detto, me lo aveva fatto anche capire in tutti i modi... fin dai primissimi tempi, quando aveva da fare le sue cose mi piantava e basta... doveva essere chiaro che quelle cose erano importanti, che non ci avrebbe rinunciato, che trappole non ne voleva, ecc. ecc. e così è successo... totale libertà reciproca... però c’è chi se ne va fuori con gli amici per due giorni e chi deve stare a casa ad aspettare... ma è vero che io potrei anche fare altro... sì, questo è vero. ... Certe volte penso: come sarebbe bello se mi dicesse di andare a fare un viaggio insieme o anche solo di stare a casa insieme... viaggi in effetti non ne abbiamo mai fatti... a casa insieme qualche volta ci siamo stati... quando aveva la febbre e quando aveva la gamba rotta... Come si stava bene allora! Dipendeva da me al 100%... proprio una bella sensazione... almeno dal mio punto di vista... dal suo credo molto meno... allora mi sembrava di servire a qualche cosa... quelli erano i miei giorni di gloria... e già, i miei giorni di gloria... non proprio gli unici giorni gloria, ma più o meno gli unici... ce n’è stato qualche altro quest’anno a marzo... e non ho nemmeno capito bene il perché... marzo è stato un mese bellissimo, mi si presenta con un pacchettino per il mio compleanno... due chiavette d’oro uguali... insomma, una cosa tenerissima, ... in genere non si ricordava nemmeno del mio compleanno, ma quest’anno se lo è ricordato... il perché non lo so, ma se lo è ricordato e siamo pure andati a mangiare fuori... ho pensato che avesse avuto qualche grossa delusione con altre persone... ma non ha parlato di nulla... e non sembrava avere passato momenti neri... e che potevo pensare? ... ho pensato che forse qualche cosa stesse realmente cambiando perché alla fine, quando scarti tutte le altre ipotesi, ti viene comunque da pensare che forse veramente le cose stanno cambiando... e la cosa è andata avanti così per quasi tutto il mese.... sembrava tutto bellissimo... e in vece no, è cambiato tutto da un giorno all’altro... ha conosciuto gente nuova e ha ritrovato l’entusiasmo... non per me ovviamente... non so proprio per chi, ma forse solo per qualche grande idea... Di quelle chiavette d’oro ne teniamo una per ciascuno, la mia la tengo nel portafoglio... il posto più vicino al cuore, la sua prima la teneva attaccata alla catenina... ma a giugno non c’era più... e che fai? Chiedi dove è andata a finire la chiavetta?... E no! E’ una cosa che non si può fare, non è corretto... e allora non si fa... però è strano... potrei perderla io che la tengo nel portafoglio... ma dalla catenina non si poteva sfilare da sé... quindi deve averla tolta... e perché? ... Perché è un ricordo sgradito? ... perché è il ricordo di un suo momento di debolezza affettiva? ... Fatto sta che l’ha tolta e l’ha tolta deliberatamente... E io non ho detto nulla, come al solito non ho detto nulla... O pure pensato che mi tollera, che in fondo mi odia perché ha bisogno di me ma non mi ama... ma poi un pomeriggio siamo andati a prendere il gelato e mi ha detto cose molto belle, ed erano cose vere... Non lo so, forse ho il complesso di persecuzione... penso sempre che ce l’abbia con me per qualche motivo e poi puntualmente si dimostra che non è come penso io... Che vita stressante! Mai niente di chiaro... Come sarebbe bello fare subito la domanda: Mi ami tu? e sentirsi dare un risposta netta: sì o no! E invece è tutto un gioco di schermaglie che non finiscono più... sì ma... no però... forse... Basta! Voglio un po’ di chiarezza! Di dannata chiarezza! ... Ma forse la chiarezza c’è e sono solo io che non voglio capire... e sì, probabilmente la chiarezza c’è... insieme senza storie travolgenti... è tutto qui il senso... anche se a me non piace poi tanto... anzi per niente... anzi, no, un po’ mi piace... però non è esattamente la realizzazione dei miei sogni... ma che accidente sono poi questi benedetti sogni! Sono una tortura... se non ci fossero ti prenderesti quello che c’è e basta... e invece ti metti a sognare e sogna oggi e sogna domani ti trovi in quattro e quttt’otto fuori dal mondo... che c’hai guadagnato? Niente! ... hai solo svalutato quello che c’era in nome di un mucchio di assurdità... è per questo in fondo che si scrivono i romanzi, per aiutare la gente a scappare dalla realtà... come se già non lo facessero da sé... Leggi un romanzo e ti mettono in testa un po’ di frottole... e poi per te l’amore è quello... quante stupidaggini! ... e invece bisogna prendere quello che c’è senza svalutarlo troppo... Ma dove stai? Ma che stai combinando? Perché io non devo stare con te? Perché? Lo vorrei sapere... Vai con i tuoi amici... e  va bene... ma ci potrei venire pure io... perché no? Non lo so, ti vergogni di me? Può darsi... E sì, perché io potrei essere un ostacolo al perseguimento dei tuoi sogni... è meglio che io non mi presenti... puoi essere più interessante senza persone al seguito... Cioè così se c’è una persona che ti interessa, quella persona non viene trattenuta da nulla e si può fare avanti facilmente... Una volta una cosa del genere me l’hai anche detta, me l’hai detta onestamente, questo è vero... e io avrei dovuto trarne le conseguenze e tagliare la corda... ma ovviamente non l’ho fato... io non ho mai tirato le conseguenze di nulla.. ho preso atto, questo sì... ma poi tutto è rimasto esattamente come prima... e in fondo è rimasto tutto come prima pure per te... le cose che dici non le dici mai con fine distruttivo... anche questo tuo weekend in fondo non è né uno strappo né una fuga... è una cosa normale... dal tuo punto di vista non c’è assolutamente niente di strano... non è tradimento... non c’è niente da tradire! Non è un imbroglio... è una cosa detta chiara e poi per imbrogliare ci vuole una finalità... e tu che finalità puoi avere? Imbrogliare me? ... E perché? Tanto io accetto tutto senza battere ciglio e allora non vale nemmeno la pena di imbrogliarmi... Ma telefonasse almeno! ... Niente nemmeno quello! ... In genere lo fa... ma questa volta niente! Silenzio totale! ... Io il suo cellulare ce l’ho... ma che ci faccio? Chiamo io? ... Ma lasciamo perdere! Umiliarmi fino a questo punto mi sembra troppo... questo non lo faccio proprio, no, non lo faccio, non lo faccio! Ma, dico, ma è possibile che non pensi nemmeno fare una telefonata... sarebbe roba di due minuti... quando vuoi tu, di mattina, di sera, di notte, non ha nessuna importanza... ma accidenti, una telefonata falla! Non costa niente e sai che può fare piacere... va be’, ma che parlo a fare? tanto il muro non mi ascolta... Insomma... una frustrazione appresso all’altra un giorno appresso all’altro... ma che cosa ci resto a fare qui? Queste cose le ho pensate mille volte ma tanto sono inutili, sono completamente... Il telefono il telefono!

- Pronto, pronto... Ciao... come stai... io bene sto lavorando un po’ in casa, così quando torni... no, ho fatto una passeggiata, ho scritto qualche cosa al computer... no, non va male, specialmente adesso... Oggi? ... Oggi pomeriggio? .. Va bene, va bene... figurati... mi dispiace che ti perdi un po’ di libertà... va bene, va bene... alla stazione alle cinque, binario 11... sì, sì... treno delle 17.15... va bene... certo... Ciao... e cerca di stare bene! Ciao.

- Oh Dio! Torna oggi! Ma perché? Ma che sarà successo... alle cinque devo stare alla stazione... c’è il tempo di preparare qualcosa per cena... e poi vado... non devo fare tardi... però accidenti... mi dice tre parole e mi mette in subbuglio così! Mannaggia... io cambio umore radicalmente in tempo di pochi minuti... però non sembrava giù di corda... no... ha una voce meravigliosa... e sembrava che volesse veramente tornare a casa il più presto possibile, le cose che ha detto le ha dette in modo tenero... le ha dette a me in modo tenero, non ha parlato quasi di sé... mi ha chiesto i me... se non mi dice quello che è successo io che devo fare? Fare finta di niente oppure dirgli subito: Ma che è successo? ... Ovviamente l’ipotesi realistica è la prima... Silenzio e attesa! E che altro ci può essere oltre silenzio e attesa? ... Dove sta il prezzemolo! Ce n’era un po’ nel surgelatore, l’avevo comprato martedì... Ci sono pure le vongole surgelate... non sono come quelle della pescheria... ma adesso non posso perdere tempo... se no alle cinque sto ancora qua e alla stazione non ci arrivo proprio... E lì che faccio? Saluto a distanza? Abbraccio? Bacetto o baciotto? ... Diciamo bacetto... affettuoso ma senza esagerare... la valigia la porto io o gliela faccio portare? Forse è meglio se la porti da sé... però quando l’ho portata io, in altre occasioni, la cosa è stata molto gradita... sì molto gradita! ... Per la valigia vediamo quando siamo lì... vediamo quello che viene spontaneo... la macchina la guido io? No... ha sempre gradito guidare... ed è bene che lo faccia anche questa volta... i motori sono competenza sua... E poi che faccio? Che livello di chiacchiere? Generiche... oppure mi limito ad ascoltare solo quello che ha da dirmi? ... in genere l’ipotesi numero due funziona meglio... specialmente quando ha la luna di traverso... ma chi mi dice che oggi abbia la luna di traverso? ... certo ha interrotto una vacanza di due giorni e torna qui un giorno prima... è meglio un atteggiamento remissivo... remissivo? Ma perché remissivo? Non mi fa mica paura... un atteggiamento tranquillo... affettuoso ma senza invadenza... e sì, così è meglio... sicuramente è meglio... Mannaggia sto facendo tardi... sono le quattro e sto ancora qui... via! Questo è fatto... non è un gran che ma è fatto! E adesso mi devo vestire e ci devo mettere non più di un quarto d’ora... profumo niente... che cosa mi metto? ... La cosa più semplice che ho... questo... no! Meglio questo... sì... questo... Il campanello... Mannaggia ... ma chi viene adesso a rompere le scatole...

Sei tu! ... Ciao... ma non avevi detto alla cinque e un quarto?...

- Ho preso il treno precedente, ho fatto a tempo a prenderlo... e tu come stai?

- Insomma... adesso bene... adesso proprio benissimo...

- Pure io adesso sto bene... proprio benissimo...

- O Dio! ... Che cosa meravigliosa hai detto... dai siediti che ti faccio un caffè...

- No, lascia stare... dopo... adesso vieni qui e siediti sul divano vicino a me... ecco così...

- ... oh la chiavetta d’oro... io la mia la, porto sempre nel portafoglio, così sta più vicina al cuore... tu la porti appesa alla catenina...

- Mi imbarazza un po’ la storia di quella chiavetta, tu te lo ricordi... te l’avevo regalata a marzo... tu l’ahi portata sempre con te... io la mia prima l’avevo tolta... il perché te lo puoi immaginare, ma adesso l’ho rimessa dove stava e deve restare lì... Hai capito quello che voglio dire?

- Sì...

- Onestamente non so che farò dopo ma...

- Non dire niente... non ce n’è bisogno... 

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