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日志


2007/7/21

COME I GATTI

COME I GATTI

- Paura... sì, soprattutto incertezza, l’idea di sentirsi giudicati... sempre e comunque, l’idea di non essere all’altezza... o anche proprio l’idea di non valere come persona... sono meccanismi strani, ti condizionano, non sai che dire, hai paura di sbagliare, gli altri li vedi tanto sicuri e a te mancano le parole... in certi momenti non so proprio che cosa dire, mi sento in un imbarazzo tremendo, magari le cose da dire le avrei pure ma mi blocco, mi viene la paura... è una sensazione sgradevole perché ti senti uno schifo dentro... io adesso con te riesco a parlare... tra noi è diverso... lo so, per te è pure difficile crederci ... con te è proprio un’altra cosa... pure con te ce l’ho qualche complesso però so che mi vuoi bene... cioè che mi vuoi come sono... che non mi giudichi... per me è fondamentale... però in genere mi blocco... è un senso brutto di inadeguatezza...

- Ti posso dire una cosa che ho sentito su di te?

- Un pettegolezzo...

- No, una cosa che mi è piaciuta tantissimo...

- E cioè?

- C’hai presente la tua professoressa di glottologia?

- Sì... lei è una di quelle che mi mette più in crisi e ci devo fare ancora un altro esame...

- Lo sai che cosa ha detto di te dopo gli esami?

- No... che ha detto? ... io ero andata pure sempre a lezione e non avevo mai avuto la faccia di dire una parola...

- Ha detto di te che tu sei “una signora!”

- Cioè? ... Non ho capito... in che senso?

- Parlava del tuo modo di fare, di stare a lezione, di cose del genere e diceva che tu sei una vera signora! ... sì, non mi guardare con quella faccia stralunata, lo diceva veramente...

- Mah... non lo so, forse stava parlando di altra gente... ma perché doveva fare commenti su di me... io ho parlato con lei solo una volta... anzi ... in pratica ha parlato solo lei... io ero in un imbarazzo tremendo...

- Perché l’ha detto non lo so, ma l’ha detto e sicuramente stava parlando di te... quando hai fatto l’esame la professoressa ha notato pure me e un paio di volte abbiamo scambiato un’occhiata e ha capito che io stavo lì per te...

- Ma che dici! ...

- No, lo ha notato e il commento lo ha fatto dopo... tu avevi finito ed eri distratta ma lei ha fatto il commento a voce alta proprio quando è passata vicino a me e secondo me lo ha fatto per farsi sentire...

- Mah... mi sembra molto strano...

- Ti posso garantire che è così...

- Ma quella non dà mai confidenza a nessuno... figurati a me...

- Beh... io ti ho detto come stanno veramente le cose...

- Ma tu queste cose me le dici per mettermi in mente un po’ di idee positive...

- No... io non ti imbroglio... quello che dico è vero... è assolutamente vero...

- Mh... bene... che devo dire... mi fa piacere... però io la prossima volta che la vedo mi sento a disagio lo stesso e forse pure peggio perché adesso non c’è solo il problema di studiare ma anche quello di comportarsi come una vera signora... prima avevo solo la preoccupazione dell’esame, adesso ho anche quella di essere altezza del concetto che ha di me... se il concetto che ha di me è quello che dici tu... scusa, scusa... l’ultimo pezzo cancellalo è una stupidaggine... vabbe’... quello è il concetto che ha di me... magari... no, no, cancella pure il magari... sì, sì, cancellalo, cancellalo... e poi lei non prende una papera... sai che vuol dire che a lezione non sbaglia una parola...

- E grazie! Sono quarant’anni che ripete sempre le stesse cose...

- E poi ha una cultura enorme... io a quel livello non ci arriverò mai...

- Ammettiamo che questa cultura mostruosa ce l’abbia... arrivare al suo livello non è mica obbligatorio... Einstein di glottologia ne sapeva sicuramente meno della tua professoressa!

- Va be’ va’, sei in vena di dire stupidaggini...

- Ma non sono stupidaggini... che la professoressa sappia più glottologia di te è ovvio... ma il mondo è grande... ma lo sia tu quante altre cose esistono che la tua professoressa non immagina nemmeno che esistano...

- Vabbe’, sì... però tu non la svalutare così...

- Io non la svaluto affatto... ma non per l’esame... ma per quello che ha detto di te e per come l’ha detto... che una donna che ha quasi settant’anni dica una cosa positiva non indispensabile in modo da farsi sentire è una cosa notevole... vuol dire che ha un’anima e allora l’ignoranza mostruosa gliela posso pure perdonare...

- Ma quale ignoranza?

- Ma scusa... non sa nulla di fisica nucleare, non sa nulla di cibernetica, non sa nemmeno programmare in HTML... ed è una cosa così stupida che la so fare perfino io... è di una ignoranza mostruosa!

- Ma allora è ignorante pure Einstein...

- Certo... però qualche volta faceva pure il buffone e quindi è perdonabile...

- La fai facile tu a fare battute... tanto di me la gente non ha una grande opinione...

- La professoressa ce l’ha...

- Sì, va be’... ma l’altra gente no!

- E chi è la gente?

- Tutti quelli che incontri...

- Perché tu ci fai pure caso? Ma che ne sa la gente di te?

- Be’ mi conoscono...

- Macche conoscono! ... la gente guarda... se una cosa ti va bene c’è solo l’invidia, se ti va male .... la colpa è la tua... e poi finisce lì, in fondo alla gente di te non importa nulla... ma scusa, a te che te ne importa di loro?

- In pratica niente...

- E allora... vogliono chiacchierare? ... facciano pure! Non vale nemmeno la pena di preoccuparsene... ma perché vuoi chiarire, vuoi dare spiegazioni... ognuno ha la sua logica, ognuno... e poi, scusa, ma dire la gente è come dire nulla, in mezzo alla gente ci possono essere persone che ti interessano... quelle persone, che in genere non ti giudicano, hanno la possibilità di capire qualcosa in più... scusa, ma io lo vedo con me stesso... tra la gente c’è qualcuno con cui c’è un feeling di un altro livello, non capisci nemmeno perché, certe volte sono persone diversissime da te... ma tu vedi un altro atteggiamento, un atteggiamento non aggressivo, non rivendicativo... forse per quelle persone tu non sei solo un oggetto con cui paragonarsi... con quelle persone ci potrebbe essere un contatto di tipo differente, certe volte lo avverti nel tono della voce... nel fatto che quando ti parlano provano a sorridere... l’altro giorno al supermercato, alle casse, c’era un signore anziano davanti a me, uno di più di settant’anni... io avevo preso soltanto tre cosette e lui aveva un enorme carrello di spesa... io mi sono messo in fila... senza pretendere di passare avanti, lui m’ha visto e m’ha detto: vada, vada! Io ho fatto cenno di no, lui ha fatto un sorriso e ha insistito e io sono passato avanti... dietro di me c’era una signora che l’ha presa male... ma era dopo di me... quindi a lei non si faceva nessun torto... ma ha cominciato a fare commenti... io ho guadato il signore che mi aveva fatto passare avanti e lui ha fatto una faccia come per dire: lasciala perdere che non capisce niente! ... E’ una cosa banale... ma lo senti che tra la gente ci sono atteggiamenti completamente diversi... oddio, certo, nessuno può giudicare... e magari, se scavi nella vita di ognuno, trovi pure le ragioni di certi modi di fare e non sono solo colpa delle persone che si comportano così... però... insomma... ma che cos’è la gente? ... A me di certa gente non importa nulla... altri li rispetto... ma proprio per come si comportano... un po’ come la tua professoressa... c’è un lato umano... c’è una dimensione di vita reale... non sono marionette e scimmie ammaestrate... hanno una personalità... altrimenti sarebbe tutto un gioco di ruoli... o no?

- Mah... sì, in un certo senso sì... ma con le persone che ti possono condizionare ti trovi pure a doverci fare i conti... voglio dire che in un mondo come il nostro non c’è nemmeno tempo per capire chi hai davanti... è tutto a scappa e fuggi... per conoscere le persone ci vuole tempo...

- Mah... sai, è un discorso molto relativo, col signore del supermercato non c’è voluto nulla... e penso che succeda lo stesso con tante altre persone... Noi abbiamo un difetto... ma un difetto grosso... quello di razionalizzare tutto... di cercare di voler capire con un ragionamento, la mania di trovare le ragioni... come se certe cose dipendessero dalla logica... adesso la cosa più sembrare stupida... però pure con gli animali è lo stesso, a villa Celimontana ci sono i gatti... ci stanno quelli che stanno per i fatti loro e non ti si avvicinerebbero mai... ci sono quelli che una mezza tentazione di capire chi sei ce l’hanno e ci sono quelli che ti si piantano davanti e che ti guardano con tanto d’occhi... e se tu fai un cenno di risposta lo capiscono a volo e ti si avvicinano, non hanno paura... secondo te che ragionamento hanno fatto? ... In cervello di un gatto ha una personalità e con un gatto è possibile stabilire un contatto affettivo... non è assurdo... è così... un gatto non è solo un gatto... è quel gatto... e il rapporto lo stabilisci con quel gatto perché si fida di te... e a te non ti passa nemmeno per la testa che quel gatto ti possa graffiare... non te l’ha mica detto, ma è come se te l’avesse detto... il gatto non parla però si fa capire lo stesso... ci sono dei comportamenti che parlano più dei ragionamenti e il cervello di elabora, non in modo razionale, ma li elabora e li elabora in modo intelligente perché arriva quasi sempre alla risposta giusta... una risposta elementare, solo in termini di: mi piace o non mi piace... ma è quello che conta... Il cervello è più della logica... il cervello usa l’esperienza, forse anche un’esperienza geneticamente trasmessa... ma elabora, associa, valuta... tu mi dici: ma adesso tutto questo che c’entra... insomma, io voglio dire che la gente non esiste e che è una categoria del tutto fittizia...

- Anche questo lo posso accettare... però adesso stiamo cambiando un po’ troppo discorso... non si tratta di sapere se la gente, come tale, è un concetto che ha senso... io voglio dire che dell’indistinto, di quello che tu non conosci o che credi di conoscere, perché poi, tante volte tu credi di conoscere le persone e poi non le conosci affatto... insomma della gente nel senso della gente sconosciuta o conosciuta male... c’è da avere paura...

- Questo mi sembra ovvio... ma non c’è molto da fare... e poi io penso che ci sia un discorso dietro... quello dell’interesse... è un discorso vecchissimo... ma in sostanza, quando ci sono interessi comuni non ci può essere nessun rapporto serio... cioè... non voglio dire che è tutto falso... ma è come fare convivere due cose di natura diversa... i colleghi sono un mondo, gli amici sono un altro... non significa che tra i colleghi non ci possano essere amici... significa che quando non si è colleghi e si sta bene insieme vuol dire che si sta bene insieme solo perché si sta bene insieme... quando si è colleghi... c’è comunque il fatto che bisogna andare d’accordo per forza...

- Però ci resto tanto male quando mi rendo conto che certe persone che mi sembravano amiche poi si permettono di giudicare... insomma, mi lascia proprio con l’amaro in bocca...

- Ci sono rimasto scottato anch’io parecchie volte... ma non c’è niente da fare... è il rischio del vivere insieme... e poi succede in particolare quando ci sono interessi in comune... Una volta mi è capitato in modo pesantissimo... però, poi, se ci pensi bene, le delusioni sono cose positive... ci sono persone che ti deludono e che poi finisci per recuperare lo stesso... anche lì non è un discorso di sì o no, ma di più e meno... non è proprio tutto da buttare via... e poi, scusa, ma di errori e di cattiverie ne faccio tanti anch’io... non è che io non sbagli mai e gli altri si permettono di giudicare... tante volte gli altri giudicano perché le stupidaggini ci sono eccome... e magari pure grosse... allora è troppo comodo dare la colpa a chi giudica... è un po’ come la storia delle responsabilità legali che vengono fuori dalle intercettazioni illegittime ... te la puoi prendere con chi ha fatto le intercettazioni, in un certo senso, chi le ha fatte è andato oltre la legge... ma il problema vero non è quello... tante volte dalle chiacchiere della gente ho capito che avevo fatto errori grossi... ma non errori grossi come avere parlato troppo o essermi fidato delle persone sbagliate... no... errori diciamo così di base... e poi mi sono chiesto diverse volte quanto il mio comportamento possa risultare odioso per qualcuno... perché penso di avere dato fastidio a molta gente... a gente che prima giudicavo male, ma che poi, piano piano, ho considerato diversamente... aspetta... lo so che non mi sono spiegato bene... ci riprovo... ci riprovo.... qualche anno fa ero tutto d’un pezzo molto peggio di adesso... e sparavo giudizi morali su questo e su quello con molta facilità... proprio cose di un moralismo esasperato... moralismo eh... non morale... insomma una cosa di principio... una volta una signora mi disse in confidenza che il figlio non lavorava e che lei aveva fatto di tutto perché potesse trovare un lavoro ma il lavoro non l’aveva mai trovato... poi mi disse una cosa che non mi piacque affatto, mi disse che per fare trovare lavoro al figlio avrebbe fatto di tutto, anche cose tipo raccomandazioni e pure peggio... io lì per lì non ho reagito... ma quella signora mi è calata molto... poi mi sono chiesto: ma io che cosa avrei fatto al suo posto? ... E lì non sapevo che cosa rispondere... e mi sono detto... mannaggia! Bell’ipocrita sono! ... Se non ti ci trovi non ti puoi permettere di giudicare... e quella signora è risalita nel mio livello di considerazione... è difficile dire se avesse ragione oppure no... prima pensavo di no... adesso non lo so... ho scoperto la perplessità... non sembra ma è una cosa importante...

- Mh... io la perplessità ce l’ho di natura... sapessi mai una volta come giudicare il mio prossimo! ... ma non so nemmeno se posso fidarmi oppure no... cioè il dubbio è la mia categoria fondamentale... vorrei essere più risoluta... ma proprio non ci riesco, penso una cosa e dopo pochi minuti penso il contrario, anzi mi prende una grande confusione... ma perché c’è tata gente che sa sempre quello che vuole?

- Ma non è vero... c’è gente che pensa di saperlo... pure io pensavo di saperlo... sai una cosa?

- Che cosa?

- Io sto bene con te perchè mi metti in crisi... tu hai un modo di ragionare diverso dal mio... più istintivo...

- Istintivo? Cioè? ...

- Voglio dire che per te certe cose, quella affettive... ma no, no, non quelle affettive serie... ma anche i rapporti sociali... finiscono per essere caricati di un significato affettivo... non so se mi capisci... tu non fai una distinzione netta tra mondo privato e mondo sociale, tu tendi a riprodurre nel mondo sociale un insieme di rapporti che siano sostanzialmente su base affettiva e per questo alla fine ci resti anche male... però certe volte ci cogli... e quando ti va bene ci trovi delle soddisfazioni grosse... Io, onestamente, ho diviso il pubblico dal privato... una cosa siamo noi e una cosa sono gli altri... non chiudo mai la porta a nessuno, almeno credo... però non mi spendo seriamente nei rapporti con gli altri... sostanzialmente li tengo lontani... non è che non mi interessino al 100%... ma sono un altro livello... non il primo... tu invece in queste cose ti ci butti, tu cerchi una risposta affettiva comunque, per te è importante e per questo hai paura della gente... paura delle delusioni... perché alle grandi aspettative possono corrispondere anche grandi delusioni... è la pura della risposta negativa a livello affettivo... perché queste cose feriscono... onestamente prima pensavo che comportarsi come te fosse troppo rischioso, quasi da irresponsabile... te lo posso dire? ... insomma da persona immatura... poi, standoti vicino, ho capito tante altre cose e ho cominciato a cambiare idea... ancora non sono del tutto convinto del fatto che tu abbia ragione, forse per te è essenziale vivere così... non so che dirti, ma questo modo di fare mi incuriosisce... è un po’ il contrario del mio...

- Ma tu pensi che dovrei cercare di alzare qualche steccato in più...

- Ma non è una questione di steccati...

- Non ti formalizzare, non è la parola che conta... tanto tu hai capito benissimo quello che voglio dire...

- Beh... io penso che se tu alzassi un po’ lo steccato, diciamo così, correresti qualche rischio in meno... perché qualche volta ci stai male... ma ci stai male veramente e non so fino a che punto ne valga la pena... se stai più a distanza dalla gente che non ti interessa, se ti fai coinvolgere meno possiamo avere una vita più nostra... cioè più tua e mia... senza troppe complicazioni...

- Questo l’ho pensato anch’io... in effetti hai una pazienza enorme con me, in particolare nei momenti negativi... e io di momenti negativi ne passo parecchi... lo so che hai bisogno di tranquillità pure tu... e so pure che non posso tirare troppo la corda... aspetta... adesso ti dico una cosa... quando ci siamo conosciuti tu non sai tutto quello che mi è passato per la testa... che io non ti meritavo... che ti avrei rovinato la vita... che ti dovevo lasciare per il tuo bene... all’inizio ne ero convinta... mi chiedevo che cosa tu potessi trovare il me... io in effetti chi sono? Che cosa ti posso offrire? Ci sono tante altre ragazze che possono renderti più felice di come posso farlo io... questo tipo di ragionamenti... ti ricordi quando sono sparita per due mesi? ...

-  Sì, me lo ricordo... e ci sono stato malissimo, non capivo il perché... pensavo di averti delusa in qualche cosa di fondamentale...

- Insomma... io ho cercato di lasciarti in tutti i modi... io non lo volevo fare ma lo dovevo fare... se non lo avessi fatto mi sembrava che ti avrei rovinato la vita... e io non avrei mollato...a costo di distruggermi... ti volevo troppo bene per permetterti di stare con me... secondo me tu dovevi essere veramente felice e con me non sarebbe mai successo... capisci a che punto si arriva?

- Sì, lo so, l’ho visto...

- Poi ci siamo rivisti per caso e tu hai fatto un sorriso che non mi sarei mai aspettata... e allora sono andata in crisi, mi sono detta... ma allora anch’io ho qualcosa da offrire... e allora non sono più scappata e poi mi è piaciuto molto il fatto che non hai mai usato parole troppo grosse... quello che pensavi lo capivo dei tuoi comportamenti... un po’ come i gatti... sempre con senso di misura e io sono portata a credere di più alle cose piccole che alle cose grandi... adesso mi sento sicura, con te mi sento sicura... forse ho ancora un po’ di problemi perché non penso di essere del tutto all’altezza della situazione e penso che in effetti potresti stare meglio in altre situazioni... però, in effetti, questo lo devo fare decidere a te... Strane combinazioni eh?

- No... sono solo cose vere... e poi, anche tra noi c’è sempre un po’ di incertezza, di imbarazzo, di insicurezza e questo in effetti è un modo di fare anche mio... non mi piacciono i tipi tutti di un pezzo... se io ho qualche dubbio per la testa te lo posso dire... non ho l’impressione che tu lo possa interpretare male, come una specie di mezzo rifiuto o che so io... noi mettiamo i dubbi in comune... oggi abbiamo fatto questo lunghissimo discorso ma non ne facciamo quasi mai... in genere facciamo proprio come i gatti... poche parole... basta un abbraccio o il tenersi per mano per dire tutto... e in effetti basta... basta veramente... chissà perchè facciamo pochi discorsi...

- Perché non ce n’è bisogno...

- Mh... hai ragione... stai dicendo che ho chiacchierato troppo oggi?

- No... ti sto dicendo solo di venire qui, vicino a me, senza dire niente... così sento che ci sei... è bello così... 

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