Antonio 的个人资料ESSERE IN DUE PER ESSERE...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


2007/8/6

PAUSE LUNGHE

PAUSE LUNGHE

Come sono terribili queste pause lunghe i ritmi non sono quasi più nemmeno umani... oggi non sto molto bene e il cervello si mette in modo... come si fa a fermare la fantasia nera? ... quella che bisognerebbe proprio fermare, ma quando il corpo duole vuol dire che c’è veramente qualcosa che non va nei ritmi essenziali dell’esistenza... come faccio a raccontarti quello che mi passa per la testa? ... non sono cose buone... ma è meglio che le tenga per me... forse domani sarà un giorno migliore... forse... domani... Ho cominciato a scrivere per esorcizzare i pensieri neri... speriamo che riesca... ed è ovvio che il pensiero corre a te... un tempo, quando non stavo male veramente, un pensiero del genere mi rimetteva di buon umore... adesso mi tiene la mente occupata ma quando i dolori si fanno sentire  strillano così forte che distrarsi è impossibile... però ancora non ho veramente grossi motivi di preoccupazione... è vero che con gli anni la sensazione di essere dei sopravvissuti incalza... ma non sempre... basta non guardarsi allo specchio, non ascoltare troppo i propri dolori, intendo chiaramente quelli fisici... è la vacanza? ... che cos’è la vacanza? Un po’ di tempo libero tra fiato corto, mal di testa, artrosi e mille altri malanni... Beata gioventù! ... è per questo che bisogna godersela... e tu che fai? ... non riesco nemmeno a immaginare quale possa essere la tua giornata... mille cose da fare... ecc. ecc. ... ma alla fine c’è una soddisfazione vera? Non so perché ma credo che la tua vacanza possa essere soprattutto un più o meno convincente modo di riempire il tempo... fai quello che vuoi? ... Non credo... in linea teorica potresti fare tutto quello che vuoi, in linea pratica non è così... Ho letto una frase che mi ha colpito: i miei  amici ora sono più amici di prima... e francamente la cosa mi sembra paradossale e probabilmente lo è... un rapporto affettivo, qualunque esso sia, deriva dall’incontro di due volontà o di due interessi, se prendiamo questo termine in senso lato... mi chiedo allora perché ora più di prima? Per istinto consolatorio? la cosa mi lasca perplesso... anche se poi i cosiddetti amici sono in realtà una categoria assolutamente eterogenea e tra di essi alcuni potrebbero avere motivi molto seri, cioè meno apparentemente altruistici... e poi, a parte il fatto che non capisco che ci sia da consolare... ma questi, chiamiamoli così, tentativi di essere più amici di prima a che servono? Cioè... se tu troverai quello che stai cercando allora dimenticherai le difficoltà e le malinconie ma se non troverai quello che cerchi o peggio se lo troverai a metà... non potrai consolarti con le belle parole di chi vuole essere più amico di prima... in genere parto da un teorema: se un rapporto cambia in modo serio c’è dietro un interesse personale non generico di tutte e due le parti... in caso contrario le belle parole e i complimenti finiranno abbastanza rapidamente con un’eclisse più o meno veloce... Mi chiedo... e io perché sto qui a meditare sempre sulle stesse cose? ... lo faccio perché ho le mie ragioni... che potrebbero anche non avere nulla a che vedere con le tue o addirittura potrebbero essere incompatibili... ma l’interesse è il mio... è realmente il mio... mi sono trovato qualche volta in situazioni apparentemente simili ma le reazioni sono state diverse e non ho cercato affatto di essere più amico di prima... anzi ho lasciato che una lenta eclisse mi portasse via... il tutto senza rimpianti... e non escludo che possa accedere lo stesso anche con te... ma le motivazioni troppo nobili mi sembrano sempre piuttosto false... in effetti le spinte di fondo che muovono le persone a fare o a non fare le loro scelte sono spinte molto concrete... più concreta è la motivazione più seria è la scelta... è anche per questo che ti ammiro... hai fatto una cosa estremamente intelligente... non hai cercato di trovare false motivazioni, non hai detto eccelse stupidaggini... che in cose del genere si sprecano... quello che vorresti non è una sublimazione ma una persona concreta... anche se di questa persona in effetti non vedi nemmeno parzialmente definiti i tratti caratteristici... Per le scelte sublimate tutto è possibile, non escludono nulla... per il tuo modo di procedere invece non è così e in fondo sembra che tu ponga delle condizioni a priori... e dico sembra perché non riesco a capire quanto di ciò che è accaduto sia stato voluto consapevolmente e quanto invece derivi dalla volontà di fare una scelta di principio... parola che in genere temo molto perché dietro di essa si nasconde talvolta l’impossibilità di prevedere in concreto le conseguenze. Faccio un esempio dissacrante: chi vede una persona che sta affogando e si getta in mare nella piena convinzione di poter risolvere il problema e poi, invece, affoga, non è realmente un eroe, la sua scelta apparentemente eroica derivava da un errore di calcolo, da una incapacità di prevedere... cose di questo genere sono possibili... non sto cercando di diminuire il valore di quello che hai fatto ma solo di riportarlo a una dimensione più realistica... meno mitica. In certi momenti mi tornano dei dolori più forti e il cervello per qualche minuto ti abbandona e si rimette a girare sui pensieri neri... dopo qualche minuto passa... ma sono una presenza che in background  rimane...  vorrei tornare a parlare di te ma devo fare una sosta... mi stenderò un po’ sul letto... speriamo che serva almeno a cambiare posizione. Se il cervello resterà sufficientemente libero cercherò anche di riordinare le idee su di te... anche se sono elucubrazioni assurde e cinque minuti di colloquio diretto sarebbero cento volte più utili... Eccomi... mi rimetto al computer ancora per qualche minuto... i dolori ci sono e ci restano... ma devo cercare di usare il cervello anche per altre cose... allora... che fai di bello? Non è una domanda generica... vorrei proprio sapere se quello che fai è veramente quello che vuoi o è un anestetico, pensandoci bene l’eroismo lo escluderei ma una motivazione seria credo che ci sia... cerco di richiamare alla mente le cose che hai detto e che hai fatto di recente... in effetti in qualche cosa ho avuto l’impressione che tu sottovalutassi il rischio... il che per un verso è positivo perché non mi sembri proprio una perda facile di ansie e di preoccupazioni... per l’altro verso c’è però il pericolo concreto che consiste proprio nel sottovalutare il rischio... in effetti non è la prima volta che fai cose del genere, l’autocontrollo agisce su di te più che come un freno, come un peso che carica una molla... a un certo punto la molla scatta... e allora non ti fermi più, c’è quasi un limite oltre il quale eviti anche di ragionare, sopravviene una specie di reazione istintiva incontrollabile... cosa che chi non ti consoce non si aspetterebbe... ma che, superato il punto di rottura avviene... Non riesco nemmeno a stare seduto... figurati tu se riesco a ragionare in modo lucido... no... devo fare un’altra pausa... ne ho assoluta necessità... spero che almeno possa stare bene tu... sarebbe una cosa ingiusta se non succedesse... anche se certe volte può succedere... purtroppo può succedere ... come sarebbe bello pensare alle vacanze... sì, anche a tante altre cose... ma stare bene, essere fisicamente padroni si sé... è una sensazione confortante la fiducia fisica in sé... ma piano piano questa sensazione ti abbandona... adesso pausa... ecco torno al mio computer, un po’ meno peggio di prima... e un’altra riflessione mi è venuta in mente... tu hai diversi modi di parlare... le parole, le immagini e, direi, l’associazione di immagini e parole. Per capire quello che puoi avere in mente più che leggere bisogna ascoltare e osservare, suoni o immagini sono per te rappresentazioni immediate di sentimenti ... dal di fuori non è facile decifrare il senso esatto di tutto questo ma il senso almeno si intravede... quanto poi alle immagini e alle associazioni di immagini e parole la cosa è ancora più evidente... e, direi, la simbologia non è astratta, non è fatta per non essere capita... ma anzi proprio per offrire una chiave di lettura senza troppi arzigogoli... un parlare per metafore, anche nelle immagini, sperando che qualcuno sappia leggere quelle immagini, leggerle come simbolo, come simbolo concreto di sensazioni, l’idea della fine di qualcosa, quella dell’inizio di qualcosa di nuovo, quella del non sapere dove si sta andando. L’associazione di parole e immagini dice molto... va letta nei particolari... con attenzione... Se avremo l’occasione di incontrarci che cosa mi risponderai? Quante cose ti chiederai senza neppure dirmelo e forse nessuna... ora semplicemente non lo so ... Ho letto diverse cose scritte da te... le tue lettere, le cose che hai pubblicato... ma ce ne sono alcune che non hai pubblicato, ogni tanto, quasi distrattamente hai fatto riferimento a una cosa che stavi scrivendo... poi passavi ad altro e l’argomento cadeva... quello che ho letto sembra nascondere un certo imbarazzo nei confronti del discorso a due... nonostante tu abbia mille volte cercato di accreditare il contrario... quando scrivi invece cose di tipo più lirico, letteratura da single, scrivi cose così belle che mi sono fermato più volte a rileggerle e ogni volta con emozioni nuove... sembra quasi che la dimensione dei sogni e dei simboli sia quella che tu preferisci... questo discorso è coerente con quello sugli amici... almeno così sembra... quello che mi chiedo è che cosa ci sia in quello che non hai pubblicato e perché non lo hai pubblicato... e qui il ragionamento non è teorico, perché anch’io ho pubblicato alcune cose ma non altre e quelle che più amo sono quelle che non ho pubblicato... In fondo alla gente puoi dare solo quello che è capace di capire, il resto sarebbe sprecato, il resto è privato... riprenderai il progetto? Ma perché? Per trasformare quello che hai scritto e farne una cosa banale (anche se una cosa che viene da te non può essere banale) oppure per finirlo... per perfezionarlo per te, prima di tutto per te... forse non solo per te ma certo non per il pubblico e non ti nascondo che vorrei tanto leggere quello scritto inedito perché in fondo vorrei che tu leggessi i miei inediti... Quando ci capiterà di trovarci faccia a faccia mi troverò in un imbarazzo tremendo... questo lo so già... in fondo temo il tuo giudizio e soprattutto la tua indifferenza... Perché incontrarsi se poi le nostre strade si divideranno immancabilmente? ... Forse per vedere che cosa ci potrebbe rimanere... è il problema del dopo... ci si incontra, forse capiterà anche a noi... un pomeriggio quasi incredibile, un gelato, una pizza... ma l’indomani che cosa rimarrà? Riuscirò a dire quello che ho da dire? Ti distrarrai pensando ad altro? ... anche se tutto andasse nel migliore dei modi che cosa rimarrebbe l’indomani? L’idea che possa non rimanerci niente quasi non l’ammetto... perché non dovrebbe rimanerci nulla? ... Poco... va bene... posso pure accettarlo ... ma niente non lo accetto... ho appena aperto la posta... Niente! ... Ma questo è diverso... questo non mi spaventa... Allora... che cosa resterà? Io penso che qualcosa resterà... sì, probabilmente qualcosa resterà se non avrai paura e se non avrò paura... perché, e tu lo sai benissimo, sognare è facile... ma costruire cose vere è difficile... Non ti dico che mi piacerebbe molto incontrarti un bel giorno per la strada e vedere che il tuo sogno si è realizzato... ma non te lo dico per una sola ragione... perché significherebbe che fino a quel giorno ho perso i contati con te... mi piacerebbe vederla nascere la tua felicità, per carità, stando a rispettosa distanza, certo, ma mi piacerebbe vederti sorridere in un altro modo... avresti realizzato insieme il tuo sogno ma anche il mio... perché la felicità si contagia... A questo punto dovrei cancellare tutto quello che ho scritto perché esprimere i propri desideri può avere il fine non dichiarato di condizionare psicologicamente ... e allora dovrei cancellare tutto... ma perché? No, la verità ha i suoi diritti... in fondo hai anche diritto di capire... e che problema poi questo del capire! Chissà se io posso capire... chissà se tu puoi capire... ma certo che puoi capire... Adesso per fortuna i miei dolori stanno diminuendo e riesco a stare seduto quasi senza sforzo... in fondo mi fai da analgesico... in effetti è così: sei una medicina per sopportare i dolori ... Che attese! ... Ma perché non è successo tutto subito... sarebbe stato meglio... e invece no! pause... attese... attese logoranti... be’ non esageriamo.. diciamo solo attese ma niente di tragico in fondo credo che qualcosa da dirsi ci sia veramente... ma una valutazione del genere non trasforma un’ipotesi in realtà... Mi ritorna in mente quando ho ricevuto le tue prime lettere... mi hanno spiazzato, non me le aspettavo... mi hanno fatto veramente piacere... in fondo è inusuale ricevere corrispondenza da una persona che ti ha colpito... allora la cosa è stata gradita ma onestamente non davo troppa importanza a queste cose... mi chiedevo come mai tu avessi preso una iniziativa del genere... chissà, forse anche tu hai passato un po’ di tempo a interrogarti su di me... eppure ci si conosceva pochissimo, direi quasi per niente... poche o pochissime parole scambiate... una certa reciproca condiscendenza... questo sì... mai il tentativo di prevalere, né da parte mia né da parte tua, talvolta quasi il piacere di cedere, di lasciare spazio sorridendo... e anche questo mi colpisce perché è venuto tutto spontaneamente e in modo piuttosto simmetrico... E poi, un'altra cosa che mi colpisce e un po' mi preoccupa: la leggerezza... che ha certamente un fascino, proprio perché alleggerisce, toglie l’odore di drammatico... dove non ci deve essere... però quella leggerezza mi preoccupa pure... e l’ho già detto... non voglio ripeterlo... in fondo sentire una persona che sorride, che ride, che dice battute è coinvolgente...  anche se certe volte sembra quasi che quelle cose siano un po’ un modo di mandare tutto a rotoli in allegria... Mi chiedo talvolta come siano i tuoi momenti depressi, i momenti neri, quelli nei quali domina la solitudine o il senso del non realizzato... francamente non riesco a immaginarti triste... dici che di momenti neri ne hai vissuti tanti... eppure non mi è mai capitato di vederti in uno di quei momenti neri... proprio mai... in qualche momento sembravi essere sul punto di perdere la pazienza ma non è mai successo... quando hai avuto le tue critiche da fare le hai fatte e senza pesare troppo le parole... però non mi è mai capitato di vederti triste... è vero che in fondo ci conosciamo poco e che, tra l’altro, ci siamo sempre incontrati quando c’era altra gente... tante volte avrei voluto tirarti fuori dalla folla... ma non è stato mai possibile, avrei voluto avere quindici minuti, non dico di più, solo quindici minuti per parlare con te... ma non è mai accaduto... Qual’è la mia più grande paura? ... no... non poso dirtelo, se queste cose non le scopri da te non ha senso dirle... Riapro la posta... Niente! ... Parola d’orine. Pazienza! ... ma “pazienza!” in questo caso non vuol dire: “dobbiamo adattarci e tanto vale che facciamo finta che va bene lo stesso”... No! Pazienza! Significa solo che ci vuole la pazienza di aspettare una cosa che probabilmente accadrà... Oggi è solo lunedì, la settimana è appena cominciata... lo so che puoi avere cose molto più interessanti da fare (e te lo auguro sinceramente) ... però qualche minuto per me trovalo! ... perché aspettare va bene... ma la pazienza ha un limite! (anche se quel limite è lontanissimo). 

评论

请稍候...
很抱歉,您输入的评论太长。请缩短您的评论。
您没有输入任何内容,请重试。
很抱歉,我们当前无法添加您的评论。请稍后重试。
若要添加评论,需要您的家长授予您相应权限。请求权限
您的家长禁用了评论功能。
很抱歉,我们当前无法删除您的评论。请稍后重试。
您已超过了一天之内允许提供的评论数上限。请在 24 小时后重试。
因为我们的系统表明您可能在向其他用户提供垃圾评论,您的帐户已禁用了评论功能。如果您认为我们错误地禁用了您的帐户,请联系 Windows Live 支持部门
完成下面的安全检查,您提供评论的过程才能完成。
您在安全检查中键入的字符必须与图片或音频中的字符一致。

若要添加评论,请使用您的 Windows Live ID 登录(如果您使用过 Hotmail、Messenger 或 Xbox LIVE,您就拥有 Windows Live ID)。登录


还没有 Windows Live ID 吗?请注册

引用通告

此日志的引用通告 URL 是:
http://esserein2.spaces.live.com/blog/cns!D0422B323B467F33!811.trak
引用此项的网络日志